About us: Le guerre e le vicende del Medio Oriente non possono più essere considerate fatti «locali» perché, in misura sempre maggiore, interessano l'Europa e, più in generale, l'Occidente. Sono avvenimenti che non vanno sottovalutati o, peggio ancora, ignorati. Bisogna piuttosto conoscerli, sforzandosi di capire, senza presunzioni e pregiudizi, tradizioni e culture differenti dalle nostre, proprie di Paesi con una storia antichissima fatta da civiltà di grande valore e, spesso, di vero e proprio splendore.
Il Khayyam's blog rappresenta un punto d'incontro per chi desidera capire e conoscere la geopolitica del terzo millennio. L'obiettivo del blog è quello, insomma, di contribuire alla reciproca conoscenza di due realtà che oggi sono sempre più vicine tra loro e non possono più ignorarsi: l’Oriente e l’Occidente. Non solo storia, quindi: anche arte, letteratura e religione. Queste, in parte, le filiere che potrete individuare assumendo come punto di partenza il Khayyam’s Blog per la vostra «navigazione tra Occidente ed Oriente».
Questa rubrica del Khayyam's Blog si propone di far conoscere il Neoumanesimo, una concezione filosofica, antropologica e storica che può corrispondere alle profonde e autentiche esigenze dell'umanità attuale per salvarla dai processi sempre più degenerativi che sono in atto. Per saperne di più:
venerdì 29 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 16.45
Dopo il successo di ieri sera, il Khayyam's Blog invita Domenica 2 Marzo (dalle 19.00 in poi) tutti i suoi lettori al Circolo degli Artisti in Via Casilina Vecchia 42 dove sarà presentato il primo numero di Punto AI, il primo free press tutto romano e dedicato alla "creatività urbana dell'Urbe". Ecco il programma dell'incontro:
ARTE DEL TERRITORIO/TERRITORI DELL'ARTE meets PUNTO AI URBAN LAB aperitivo_buffet_vineria_pittura_fotografia_video scultura_installazioni_performance_live
Presentazione di punto AI urban lab n° 0, la nuova free press romana sulle nuove tendenze dell'arte, della grafica, della moda.
Esposizione di Toys di artisti nazionali ed internazionali.
Videoproiezioni e Corner shop.
Special guests live paintings from Germany Dust - Biserama exhibition
Il giornalista inglese Martin Bright del New Statesman, ha lanciato l'idea, in una sua inchiesta, secondo la quale Adolf Hitler avrebbe un figlio inglese. Sarebbe nato da una relazione che il dittatore ebbe con la contessa Midford, cugina di Winston Churchill. Il filmato di questa relazione è andato in onda sulla tv inglese Channel 4. La contessa Midford era simpatizzante nazista. Molti studiosi, al riguardo, nutrono seri dubbi. Per lo storico italiano Nicola Caracciolo la notizia potrebbe, però, essere credibile.
giovedì 28 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 21.11
Secondo il gesuita Giovanni Sale, i cattolici, prima dei Patti Lateranensi del 1929, stipulati con il regime fascista di Benito Mussolini, subirono danni e ricatti.
Pio XII cercò, tuttavia, l'intesa con Mussolini, pur essendo caduto nel tranello tesogli. Il papa riuscì a trasformare la Chiesa creando un apparato di potere più facilmente manovrabile. Giovanni Sale analizza tutto questo nel volume Fascismo e Vaticano prima della Conciliazione (edito dalla Jaca Book).
Quando il papa Urbano II, nel 1095, proclamò la prima crociata per liberare i luoghi sacri della Terra Santa (Gerusalemme in particolare), che erano caduti nelle mani dei musulmani, in Europa si diffusa l'esigenza di liberare i luoghi santi in tutti gli strati popolari (anche perchè a chi partecipava, venivano condonati i peccati). Questa esigenza toccò anche a degli adolescenti. Un bambino francese, Stefano, e uno tedesco, Nicola, nel 1112, si fecero promotori di una crociata di bambini, che avrebbero dovuto partecipare alla lotta di liberazione dei luoghi sacri. La crociata, però, fallì, perchè i bambini non riuscirono a muoversi dal territorio europeo.
L'immagine del post è tratta da un albo a fumetti disegnato rievocando quei fatti.
mercoledì 27 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 20.59
Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l'adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L'abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la "tolleranza" della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all'organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d'informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d'informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè - come dicevo - i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. L'antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l'unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l'edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c'è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s'intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina). Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?
No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d'animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i "figli di papà", i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l'hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l'analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari - umiliati - cancellano nella loro carta d'identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di "studente". Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell'adeguarsi al modello "televisivo" - che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale - diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio "uomo" che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, buttata per sempre.
(Pier Paolo Pasolini, articolo apparso sul "Corriere della Sera", 9 dicembre 1973)
Come se non bastasse, data la complicata situazione in cui si trova l'Iraq, ci si è messa anche la Turchia a complicare le cose. Il Nord dell'Iraq è territorio curdo. Ai confini con la Turchia, agiscono i curdi del Pkk che è il Partito dei Lavoratori, in breve il Partito Comunista di Ocalan. Questo partito viene considerato terroristicodai turchi, che di recente hanno sconfinato in territorio iracheno in operazioni di repressione dei militanti del Pkk.
I cristiani di tutte le confessioni sono complessivamente: quasi 2 miliardi (33%). I musulmani sono quasi un miliardo e 190 milioni (19,6%). Gli induisti sono quasi 550 milioni (9,1%). I buddisti sono quasi 360 milioni (5,9%). I seguaci delle religioni etniche sono quasi 229 milioni (3,8%). I seguaci delle nuove religioni sono quasi 103 milioni (1,7%). I sikh sono quasi 23 milioni (0,4%). Gli ebrei sono quasi 14 milioni e mezzo (0,2%). I politeisti sono quasi 13 milioni (0,2%). Altri "culti" sono seguiti da quasi 274 milioni (4,5%).
Bombay (oggi Mumbay) è la megalopoli dell'India e, probabilmente, la città più numerosa del mondo: circa 20 milioni di abitanti. E' oggi la città indiana del cinema tanto da essere definita "Bolliwood". E' una città in cui coesistono numerose religioni: induismo (68% degli abitanti), musulmani (18%), sikh, giainisti, ecc. Grandi ricchezze coesistono con una miseria da far paura. Gli slum pullulano di milioni di persone, in un andirivieni da formicaio. E' una città che conserva un fascino irresistibile, megalopoli di un Paese che, dopo la Cina, è il più popolato del mondo e che si avvia a diventare una potenza di primo piano.
martedì 26 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 12.56
Secondo l'arcivescovo anglicano irlandese James Ussher (che nacque nel 1581 e morì nel 1656) Dio creò l'universo il 23 ottobre 4004 a.C., alle 12 in punto. Ussher si servì del calcolo che oggi utilizzano i creazionisti moderni, i quali accettano sic et simpliciter il racconto biblico. Infatti, essi ritengono che Dio abbia creato anche i fossili e le galassie più lontane per mettere alla prova la fede dei credenti che non mettono in dubbio la sua parola.
Secondo alcuni studiosi, la mela non compare affatto nel racconto biblico del peccato originale di Adamo ed Eva. Nella tradizione ebraica si ipotizza che il frutto non fosse la mela ma il fico. L'identificazione popolare della mela con il frutto proibito dipende dal fatto che in latino il termine "malum" significa sia mela sia male. Comunque sia, il melo e il fico si trovano nel giardino dell'Eden dove Dio pose Adamo ed Eva.
lunedì 25 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 13.04
Il Khayyam's Blog invita tutti i suoi lettori, all' evento "Urban Night" che si terrà il 28 febbraio al Flux23 in via Antonio Coppi 12 (zona piazza Zama) dove si terrà:
- presentazione di PUNTOAI URBAN LAB -free poster magazine - esposizione di toys d' autore - live perfomance (costumizzazione di toys) - dj set - video - e molto altro ancora...!!!!!
ma....COS'E' PUNTOAI ????
Punto AI non è solo una testata, ma un "concept" nato all'interno dell'agenzia creativa "4stickstudios", con lo scopo di coinvolgere un pubblico più ampio nell´approfondimento della comunicazione visiva. Il mezzo per raggiungere tale obiettivo è stato individuato in ambito editoriale: realizzare una free press che affronti, in modo chiaro e conciso, le realtà urbane in cui le arti grafiche hanno trovato una moderna applicazione. Il progetto comincia così a prendere forma grazie all´incontro collaborativo di grafici, illustratori, fotografi, musicisti, vignettisti, attori e professionisti di vari settori artistici. Nasce così la free press tutta romana che si occupa dello scenario creativo metropolitano.
Riprendendo un pensiero del suo amato Gibson, Churchill disse una volta che "non esiste democrazia senza un minimo di corruzione". Purtroppo, è su questo minimo che in Italia regna il massimo dell'incertezza.
Faccio ogni sforzo per essere arido. Voglio imporre silenzio al mio cuore, che crede di avere molto da dire: tremo sempre al pensiero di non avere scritto un sospiro, quando credo di avere sognato una verità
[Brano tratto dall'opera Dell'amore]
Il grande scrittore francese Stendhal (autore di capolavori come La certosa di Parma e Il rosso e il nero) era solito scrivere le sue note sulle pagine dei libri che leggeva. Queste note, ora, sono state raccolte in un volume. Accanito lettore, divorava volumi su volumi. Disse: Non ho vissuto nella società la trovo troppo ipocrita. Preferiva leggere i suoi libri e fare tante annotazioni. Un libro di Orazio (autore da lui prediletto) è trafitto da una baionetta e reca la nota "non mi ha mai lasciato". L'amore per i libri lo portò addirittura a rubare un Voltaire all'Università di Mosca. Egli scrisse anche un interessante libro sulla biografia di Mozart, il grande musicista. Nel libro Stendhal analizza la personalità e la genialità di Mozart, con grande acutezza, dimostrando di avere una buona preparazione anche in campo musicale. Per Sthendal l'opera di Mozart ha una poeticità straordinaria, ma, messa al servizio di una irripetibile musicalità.
La vita...è ricordarsi di un risveglio triste in treno all'alba: aver veduto fuori la luce incerta: aver sentito nel corpo rotto la malinconia vergine aspra dell'aria pungente.
Ma ricordarsi la liberazione improvvisa è più dolce: a me vicino un marinaio giovane: l'azzurro e il bianco della sua divisa, e fuori un mare tutto fresco di colore.
A ogni fine di giornata quando il cielo muore con la gola tagliata come la gallina nera e il sacco di cenciaiolo dove raccolgo la cenere delle mie ore terrene
sabato 23 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 17.12
Anche un italiano, esattamente Scipione Cicala, di Genova, fu pascià in Turchia.
Nel 1561, egli fu catturato dai pirati saraceni e fu portato a Istanbul.
Qui, Scipione Cicala, che era molto giovane, rinnegò la fede cristiana. Fu messo nel serraglio del Sultano ed educato alla religione islamica. Ben presto, diventò il favorito del Sultano Selim II. Cicala riuscì a fare una straordinaria carriera fino a diventare Pascià ovvero Grande Ammiraglio dei Turchi.
Nonostante in Sudafrica, da un ventennio, sia finito l'apartheid (anche in seguito alla meritoria opera di Nelson Mandela), i boeri avanzano rivendicazioni sulla proprietà delle terre. I neri, in base alla legge, potrebbero entrarne in possesso, ma le autorità di governo non li incoraggiano a farlo. Questo sta a dimostrare come il percorso di riequilibrio fra bianchi e nei è ancora lento. Ci vorrà ancora molto tempo per eliminare gli squilibri e le disparità di trattamento.
Negli Anni Ottanta ebbe un enorme successo un film di Steven Spielberg: I predatori dell'Arca perduta.
L'arca perduta non è il frutto della fantasia si uno sceneggiatore. E' realmente esistita. Era un contenitore di legno pregiato in cui Mosè collocò le tavole della Torah (la legge ebraica). Dopo varie peregrinazioni, l'arca fu collocata nel tempio che Salomone fece costruire. Quando nel 70 d.C. i romani distrussero il tempio, non si sa se abbiano prelevato anche l'arca. Si pensa che i sacerdoti l'abbiano nascosta nei sotterranei del tempio dove di troverebbe tutt'ora. Altri pensano che si trovi in un luogo sperduto dell'Etiopia.
Alcuni decenni fa, prima che iniziasse la sua straordinaria opera tra i lebbrosi di Calcutta, Madre Teresa incontrò due giornalisti (F. Ladenius, ora predicatore pentecostale, e M. Muggeridge) in un ristorante indiano a Londra.
Madre Teresa parlò loro del suo progetto caritatevole e assistenziale con grande amore. Lesse loro, aprendo la sua Bibbia, ormai consunta per il continuo uso, un versetto dell'epistola agli Efesini di Paolo. Il versetto dice che bisogna amare le cose vere, buone e giuste. Per lei era perciò vero, buono e giusto dare sollievo ai più poveri e ai più sofferenti. Poi, Madre Teresa, si recò a Calcutta dove realizzò il suo progetto di amore per il prossimo e secondo i precetti di Gesù Cristo.
giovedì 21 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 17.09
Ad Awja, nell'Iraq centrale, si trova la tomba di Saddam Hussein. Pur essendo in condizioni di abbandono, essa è meta di "pellegrinaggi" dei saddamiani che lasciano numerose iscrizioni a lui inneggianti. In queste iscrizioni, Saddam viene definito "martire. Ci sono anche iscrizioni che esprimono "sogni" di vendetta. Sono i fanatici dei rais, che vogliono perpetuare quella che considerano la "leggenda" di Saddam.
mercoledì 20 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 4.45
Questo straordinario film del regista italiano Gillo Pontecorvo vinse il primo premio alla XXVII Mostra del Cinema, a Venezia, nel 1966.
Il film racconta con scrupolo giornalistico e con grande forza documentaristica, la cruenta rivolta degli algerini allo scopo di conquistare l'indipendenza dalla Francia.
Vengono raccontate le crudeltà commesse dall'un fronte e dall'altro, in maniera equilibrata. La Francia cerca di domare la sommossa inviando i "parà". In seguito, il Fronte di Liberazionealgerino riesce ad organizzare e a portare l'Algeria all'indipendenza.
Nella grande fioritura della civiltà islamica, durante il califfato abbaside, il cui centro era Baghdad, si mise in evidenza, oltre ad Averroè, anche Avicenna, personaggio straordinario, dotato di vasta cultura e avente molteplici interessi. Profondo conoscitore delle opere di Aristotele, fu anche autore del Codice di medicina che non fu diffuso solamente nel mondo islamico, ma fu anche adottato in Occidente, in particolare in Italia, come testo di medicina. Nato nel 980, morì nel 1037. Influenzò notevolmente il Medioevo ed il suo nome arabo era Abu Alì Ibn Sina.
Il 20 dicembre 2007, a Roma, si sono incontrati Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, Josè Zapatero, capo del governo della Spagna, e Romano Prodi, capo di quello italiano. L'obiettivo è quello di dar vita all'Unione del Mediterraneo, cioè unire i Paesi rivieraschi che si affacciano sul Mediterraneo. Si potrebbe commentare: era ora. Meglio tardi che mai, comunque. Dal vertice di Roma è scaturita la decisione di tenere, il 13 luglio 2008, a Parigi, il primo summit al quale dovranno partecipare tutti i Paesi rivieraschi del Mediterraneo.
martedì 19 febbraio 2008, posted by David.Rettura at 22.02
Il sondaggio di oggi invece, apparso sempre sul Times Reporter di Tuscarawas mette di fronte Barack Obama e John McCain: il senatore dell'Arizona prevale su quello dell'Illinois con un sonoro 60.1 % contro un magro 39.9 %.
L'Ohio è uno stato a larga maggioranza caucasica ed è noto per essere uno dei classici swing state, ossia quelli che oscillano da un partito all'altro. Tra l'altro quella della quale parliamo è stata una zona a forte vocazione industriale e l'ampia presenza di lavoratori del settore secondario ne fa una zona particolarmente sensibile ai richiami allo stato assistenziale propri della senatrice Clinton, mentre l'impalpabilità delle proposte di Obama, che è anche per Karl Rove, lo stratega repubblicano, il suo più grave difetto, è probabilmente molto meno ben accolta. Di sicuro il numero di veterani della zona, come in tutto il paese, è per McCain un asso nella manica di sicuro peso. Bisogna altresì sottolineare che alle ultime elezioni, nel 2006, nella contea di Tuscarawas si era assistito ad un quasi en plein democratico, con il deputato Zack Space che aveva, su 366 votanti, raccolto 279 preferenze, ovvero il 76,23%. E così per le altre cariche in concorso. Che si sia già esaurito, nell'America profonda, l'effetto del rigetto per il GOP e le sue fallimentari politiche estere? O la crisi economica incipiente sta inducendo a riflessioni più epidermiche che politiche? O più semplicemente si sta divaricando sempre più la frattura tra l'America delle coste, cosmopolita e democratica, ed il Republicanstan del paese profondo delle praterie, delle industrie in crisi e delle chiese evangeliche?
Ricordate che in un mio post di qualche tempo fa accennavo al giornale locale di una comunità dell'Ohio centro-orientale? Il 18 febbraio sull'edizione online del Times Reporter di Tuscarawas county è stato chiesto ai lettori chi voterebbero in una elezione tra Hillary Clinton e John McCain. Risultato: Clinton 43.2 %, McCain 56.8 %. Meglio ricordarlo, perchè da noi, in questi tempi, sembra quasi che esista il solo partito democratico (quello americano, sia chiaro!)
Il filosofo tedesco Ernst Bloch era un convinto marxista. Del marxismo, però, colse soprattutto l'aspetto umanistico, un pò come fece Giuseppe Saragat che, nel 1936, scrisse L'umanesimo marxista.
Il marxismo di Bloch può essere definito "comunismo dal volto umano". Egli nutriva la speranza (da qui il suo utopismo) che il comunismo si sarebbe evoluto verso forme più umane e libertarie.
Nato a Danzica, nel 1788, Arthur Schopenhauer morì a Francoforte, nel 1860.
Di carattere solitario, amò la cultura e il viaggiare. Fu molto dedito ai piaceri della vita e dell'amore, cosa questa che contraddiceva il suo profondo pessimismo e l'ascetismo che esibiva. Nel suo modo di vivere fu agevolato dalla sostanziosa eredità che il padre gli aveva largito. Scrittore infaticabile, va ricordato soprattutto per Il mondo come volontà e rappresentazione. Opera minore, ma molto originale, è il breve Saggio sulla visione degli spiriti, in cui si occupa di questo misterioso mondo con interesse e rispetto, senza la spocchiosità di tanti altri filosofi.
voi che siete belle e di luce splendenti ed il nocchiero sgomento guidate senza compenso dagli dei o dagli uomini, perché voi non amate, né mai conosceste l'amore! Senza requie le ore eterne portano le vostre schiere attraverso l'infinito cielo. Che viaggio avete compiuto da quando fra le sue braccia restavo e di voi e della mezzanotte mi scordavo!
La notte è una morte esaltante. Io scrivo in quella morte. Le parole hanno il volto di chi le scrive. Io vedo il mio volto riflesso nel vetro quando scrivo. Ho bisogno di vedere il mio volto riflesso quando cerco le parole. Il vetro è contro il buio della notte per questo riesco a vedermi. In quel vetro io cerco le parole. Nell’immobilità di una vita riflessa sopra una morte esaltante.
domenica 17 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 12.46
Pinturicchio è il soprannome che l'avvocato Gianni Agnelli dette al calciatore della Juventus Alessandro Del Piero. Pinturicchio, però, è un grande pittore, meritevole di rivalutazione rispetto al passato. La Pala di Santa Maria dei Fossi (che si trova a Perugia, clicca qui) e il Gonfalone di S. Agostino (anch'esso a Perugia, clicca qui) sono, senza alcun dubbio, opere di un grande pittore. Pinturicchio è uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano. I suoi affreschi sono di mirabile qualità, impreziositi da una notevole cura dei particolari. Le figure umane danno un senso di pacatezza e di serenità e sono meravigliosamente armonizzate con l'ambiente.
Questo blog porta il nome di Omar Khayyam, grande poeta persiano, che ha espresso, nelle sue rubayyat (quartine), fiducia nella possibilità che l'uomo migliori sempre più e si liberi dalle restrinzioni e limitazioni che ne impediscono l'autentico sviluppo. Da qualche anno, anche l'ex-presidente dell'Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, parla ripetutamente di un ritorno all'Umanesimo come antidoto alla disumanizzazione che è in atto a causa di una tecnologizzazione sempre più dilagante, che asservisce l'uomo e, come si diceva tempo fa, lo reifica, cioè lo fa diventare "cosa". Un uomo sempre meno uomo, quindi. Karl Marx, nell'Ottocento, aveva immaginato e teorizzato il concetto di "uomo integrale", ossia di uomo che si realizza quanto più secondo le sue potenzialità. L'integralità dell'uomo diventa un'assoluta utopia se non si trasforma il classico Umanesimo in un nuovo Umanesimo, vale a dire nel NeoUmanesimo.
vito.cirillo@libero.it clicca qui per leggere il primo post sul NeoUmanesimo
E' imminente negli Stati Uniti la pubblicazione di The Reluctant communist che Charles Robert Jenkins ha scritto insieme a Jim Frederick.
Quest'ultimo è un giornalista della redazione asiatica di Time e Charles Robert Jenkins è un ex soldato americano. Uno di quelli che negli anni '60 disertarono durante il servizio nella DMZ tra le due coree riparando nella Repubblica democratica e popolare coreana, la famigerata Corea del Nord. Il libro che si annuncia attesissimo dagli esperti e dagli appassionati di Korea watching di tutto il mondo ha già avuto una edizione in lingua giapponese che ha riscosso, nel suo ambito, un discreto successo. Perchè è il racconto di un quarantennio trascorso in uno stato di sostanziale prigionia in una nazione dove già tutti, tranne forse gli ucelli del cielo ed i pesci del mare, vivono detenuti. Jenkins era terrorizato dall'idea di dover servire in Vietnam e dunque passò le linee e finì in quello che viene giustamente definito, con definizione rubata all'antica storia coreana, il regno eremita. Attore in filmati di propaganda, forse costretto ad essere istruttore di spie, come nella migliore tradizione del mondo dello Juche, nel corso degli anni ha convissuto con altri disertori americani che non seppero conquistarsi mai la fiducia degli sgherri di Kim Il Sung come James Dresnok, sposò poi, negli anni '70-'80, una ragazza giapponese che i nordcoreani avevano rapito per farne una istruttrice di giapponese per agenti segreti e dalla quale avrà delle figlie. Solo la liberazione della moglie, ottenuta dall'ex primo ministro giapponese Koizumi con trattative estenuanti riportò Jenkins alla ribalta e poi fuori dalla Nord Corea. Oggi, dopo aver subito un processo per diserzione conclusosi con una pena mite che ha suscitato polemiche ma che è stata sostanzialmente condivisa dall'opinione pubblica che ha ritenuto le sofferenze patite come una forte attenuante, jenkins, tornato a riabbracciare negli USA l'anziana madre novantenne, vive in Giappone con la moglie e le figlie, dove ha scitto questo libro, ennesima testimonianza della crudeltà del regime nordcoreano che speriamo possa trovare un'editore in Italia, cosa improbabile dato il sostanziale disinteresse per i fatti di Corea (su questo torneremo presto), ma che ho già preordinato da Amazon.
sabato 16 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 15.51
Nel 1959, uscì nelle sale la prima produzione internazionale del regista francese Francois Truffaut: Fahrenheit 451. E' la storia di un uomo al quale è negata la cultura.
Un pompiere ha il compito di bruciare i libri che le biblioteche clandestine cercano di salvare. Dà, inoltre, la caccia a quelli che osano leggere infrangendo la norma (il film è ambientato in una società del futuro). Tramite una donna, egli scopre il mondo nascosto dei lettori di libri e, a sua volta, entra a far parte di un gruppo di membri che imparano a memoria ciascuno un libro per salvare la cultura. Un film, insomma, grande e significativo.
Raymond Queneau nacque nel 1903, a Le Havre, e morì nel 1976, a Parigi. Si interessò di filosofia, matematica e linguistica e aderì al surrealismo dal 1924 al 1929. Esordì col romanzo Il pantano, nel 1933. Molto conosciuta è l'opera Zazie nel metrò scritta nel 1959. Essa sintetizza gli elementi essenziali della poetica di Queneau: l'impianto circolare del racconto, l'atteggiamento divertito e talora fosco e baffardo col quale si pone dinanzi alla condizione umana, l'estrema cura del linguaggio. Fra le opere poetiche, di grande rilievo, Cent mille milliards de poems (1961).
Famoso per il romanzo Il piccolo principe, Saint-Exupery fu anche uno straordinario aviatore.
Nel 1936, tentò addirittura di battere il primato di velocità aerea sul percorso Parigi-Saigon. A causa di una avaria, però, fu costretto ad atterrare nel deserto. Dopo qualche tempo, fu ritrovato da una carovana di beduini, a circa 100 km dal Cairo. Le sue starordinarie imprese aviatorie sono raccontate nei romanzi Corriere del Sud e Volo di notte
Andrè Breton (1896-1966), dopo avere studiato Medicina (esattamente psichiatria), si dedicò all'attività letteraria e fu uno degli animatori delle avanguardie di Parigi.
In un primo tempo, aderì al movimento dadaista, con la raccolta di versi Monte di pietà (1919). Poi, se ne distaccò e, con altri, fondò la rivista Litterature. Nel 1924, pubblicò il primo Manifesto del Surrealismo (movimento al quale si deve essenzialmente la sua fama). Con tale movimento Breton voleva uscire dagli schemi dell'osservazione realistica delle cose e dei fatti. Tenendo conto della psicoanalisi di Sigmund Freud, si dedicò a investigare il mondo dei sogni. Dal punto di vista politico, aderì al comunismo di Lev Trotzky.
venerdì 15 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 14.44
L'originale attore italiano Carmelo Bene si cimentò anche con alcune opere di William Shakespeare: Romeo e Giulietta, Amleto.
Come era suo solito, Bene dava una lettura personale alle opere, introducendovi delle novità. Per esempio, nel rappresentare Romeo e Giulietta, nel 1976, recitò la parte di Mercuzio e costrinse Romeo ad essere il suo "doppio". Riempì, poi, la scena di coppe, tazze e bottiglie di dimensioni gigantesche.
Stravaganze che erano tipiche di Carmelo Bene, uno dei più grandi attori che il teatro italiano abbia mai avuto.
Di recente, in una versione molto curata, sono uscite le poesie diJohn Donne, poeta inglese del Seicento. La sua poesia è di carattere lirico e la sua ispirazione è metafisica. Non osservò la metrica tradizionale e per questo subì dure critiche da parte dei contemporanei. Donne rispondeva sostenendo che, invece, è importante ascoltare i battiti dell'anima. Prete della cattedrale di Saint Paul, era dotato di una straordinaria oratoria: i suoi sermoni infiammavano gli ascoltatori. In lui, spiritualità e istintività andavano di pari passo.
Nata a Londra, nel 1882, Virginia Woolf può essere considerata una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi. Il suo capolavoro è considerato il romanzo Una gita al faro. Notevole, però, anche un'altra opera: Una stanza tutta per sé. E' questa un'opera molto personale, intrisa di sottile ironia. Questa "stanza" è un luogo che in maniera immaginanifica si allarga fino a comprendere la realtà umana. La Woolf, morì nel 1941.
Ormai ci si è abituati alla volgarità e alla scurrilità nel cinema non solo italiano, ma internazionale. L'antesignano fu, nel 1966, il film Chi ha paura di Virginia Woolf, diretto da Mike Nichols. Il film fu tratto dall'omonima commedia teatrale di Edward Albee. E' la storia di un rapporto coniugale (il marito è interpretato da Richard Burton, la moglie da Elisabeth Taylor) fatto di gioie e delusioni di aspirazioni e di frustrazioni. Nel rapporto, predominano incomprensioni e contrasti. Il linguaggio è molto molto crudo e cade spesso nella scrurrilità. Per questo il film fu fatto circolare solo in determinati circuiti e fu vietato ai minori. Recentemente è stato portato sulla scena teatrale italiana e nel cast c'è anche la partecipazione Mariangela Melato.
giovedì 14 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 19.36
Con la caotica situazione del Pakistan (aggravatasi dopo l'assassinio di Benazir Bhutto) anche quella dell'Afghanistan presenta ulteriori motivi di preoccupazione. Alcuni sostengono che Kabul diventerà come Baghdad. Una città in bilico, cioè, tra pericoli di guerra e speranze di pace. Una città esposta a pericoli e insidie di instabilità. Sarebbe auspicabile che si tenga quanto prima una conferenza internazionale sull'Afghanistan.
mercoledì 13 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 12.16
Nell'estate del 2007, è morta, all'età di 84 anni, la scrittrice americana Grace Paley.
Di origini ucraine, era conosciuta per le short stories (romanzi brevi), ma anche per il suo femminismo militante e combattivo. Era, inoltre, una convinta pacifista. Aveva la straordinaria capacità di far risaltare il senso di una vita col saper cogliere i momenti veramente importanti e decisivi di essa. Nella sua vita è stata sempre dalla parte dei dceboli per i quali si è battuta strenuamente.
Dopo secoli di discriminazione e di emarginazione, per la prima volta, negli Usa, un nero divenne ministro del governo statunitense. Era il 1966. Robert Clifton Weaver fu nominato capo del dipartimento per l'edilizia e lo sviluppo urbano. Fu nominato dal presidente democratico Johnson. Weaver si era laureato in Economia, all'Università di Harvard. Era molto esperto nel settore urbanistico. La nomina di Weaver a ministro fu una grande conquista del movimento per l'integrazione razziale.
A più di sei anni dall'attentato alle Twin Towers (Torri gemelle) continuano a uscire libri che parlano di teorie cospiratorie riguardanti gli attentati. A smentirle, però, c'è il testamento spirituale del capo degli attentatori: Mohammed Atta.
Recentemente, poi, anche Osama Bin Laden ha più volte rivendicato la paternità degli attentati.
martedì 12 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 12.32
Se tutta l'umanità meno uno fosse della stessa opinione, e solo un individuo dell'opinione contraria, l'umanità non avrebbe maggior diritto di ridurre al silenzio quell'uomo, più di quanto ne avrebbe questo, se lo potesse, di ridurre al silenzio l'umanità.
che non ha mai scritto a me le semplici cose che la natura ha detto con tenera maestà. Il suo messaggio è affidato a mani che non posso vedere Per amore di lei amici miei dolci con tenerezza giudicate me.
Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate lea vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo, vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale.
lunedì 11 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 16.15
Due autobombe sono esplose oggi al sud di Baghdad a pochi minuti di distanza una dall'altra,. Inizialmente si è parlato della morte di 5 persone e di 13 feriti. In realtà, in questi minuti il bilancio si è rivelato più pesante, anche per l'esplosione di un'altra autobomba nel nord della città: 33 morti e 35 feriti. Lo ha riferito qualche ora fa la polizia irachena. Un corrispondente dell'agenzia Reuters aveva riportato di avere visto almeno cinque corpi per terra. Gli attentati sono avvenuti poche ore dopo che il segretario alla Difesa Usa, Roberto Gates - arrivato nella capitale per verificare gli sviluppi sul fronte della sicurezza e per discutere con il generale David Petraeus della campagna irachena -, aveva dichiarato di essere soddisfatto per i progressi compiuti sulla sicurezza nel paese durante una visita a Baghdad, in cui ha detto che al Qaeda è in fuga. Con gli attentati di oggi pare difficile che Gates confermi il previsto ritiro, entro luglio, di 30.000 dei 160.000 soldati statunitensi di cui si era parlato nei giorni scorsi.
Uno dei più grandi scrittori americani del Novecento è stato senza dubbio John Steinbeck (nato nel 1902 e morto nel 1968). Il suo capolavoro è Furore dal quale il grande regista John Ford trasse un grande film interpretato da Henry Fonda. Scritto nel 1939, il romanzo descrive l'odissea della famiglia Joads, durante la Grande Depressione, la grande crisi economica e sociale conseguente il crollo della borsa di Wall Street, nel 1929. Il romanzo descrive il tipico spirito americano (che ne ha costituito la sua forza): non rinunciare mai a sperare e a credere nella vita quali che siano le difficoltà e le avversità.
A costituire il valore dell'uomo è non la verità di cui chicchessia sia in possesso, o pretenda di esserlo, bensì l'impegno sincero che l'uomo ha profuso per scoprirla. E' attraverso la ricerca della verità, e non col possesso di essa, che le sue forze si fanno più grandi, e solo in questo consiste la sua sempre progrediente perfezione.
domenica 10 febbraio 2008, posted by David.Rettura at 12.17
Huckabee ha vinto due stati ed Obama si è fatto ancora più avanti, ma queste righe sono solo per correggere le mie considerazioni sul sondaggio del quotidiano dell'Ohio del mio ultimo post. Chiedo scusa ma era oltre mezzanotte ed ero un'pò annebbiato: McCain sopravvanzava entrambi i candidati democratici ma la somma dei loro voti era, credo, superore a quella del senatore dell'Arizona. Ma a novembre quanti elettori maschi di Obama saranno pronti a sostenere una donna, tra l'altro così determinata e dominante come Hillary? e quanti elettori bianchi della moglie di Bill Clinton voterebbero per un candidato forse dermatologicamente troppo scuro per i gusti medi?
Il super martedì è passato e nel campo del partito democratico c'è forse ancora più caos di quanto non ve ne fosse lunedì. In compenso, l'Elefante repubblicano sembra aver trovato un nuovo campione in McCain, anche se è di queste ore la notizia di un nuovo successo elettorale di Huckabee che rende la situazione non esattamente fluida.
Fatto sta, che il senatore dell'Arizona con un passato da prigioniero in Vietnam è assurto questa settimana all'onore delle cronache anche europee con la copertina del Magazine del Figaro ed un ampio articolo sull'Economist. In Italia il 9 febbraio un sondaggio di quelli cui non si riconosce valore scientifico ha visto un risultato del 60% circa a favore della tesi che John McCain non possa battere il senatore Obama o la senatrice Clinton. Alcuni giorni fa il quotidiano Times-Reporter, voce di una piccola comunità dell'Ohio centro-orientale, la contea di Tuscarawas, in un sondaggio di pari dignità riconosceva invece un vantaggio, non eccessivamente consistente al senatore di Phoenix; non è diiponibile il sondaggio ma credetemi). E l'Ohio sarà centrale a novembre....
Il parlamento turco ha approvato una legge che permetterà dopo quasi trent'anni di divieto ufficiale ed una prassi quasi ottuagenaria, alle ragazze che lo desiderino, di portare il velo islamico, nella sua ridottissima versione anatolica, nelle Università turche. Giubilo silenzioso della sempre più ampia parte della società turca che ritiene giusto rinegoziare i rapporti di forza con l'Ortodossia Kemalista, e chiassose proteste invece da parte di tutti coloro che vedono anche in gesti che a noi possonoi sembrare di minima entità un'attentato ad una laicità che si è connotata nel corso del tempo come parte fondamentale della turchità contemporanea. Possibile però che noi in Italia e nel resto dell'Occidente ci si possa ingannare mercè le immagini delle folle manifestanti che vediamo in TV. Quelle manifestazioni provengono effettivamente dalle grandi città turche, che sono la prova che la la repubblica figlia di Ataturk è una grande nazione europea, ma ci fanno altresì dimenticare che la stragrande maggioranza dei turchi vive in piccoli villaggi di campagna, ha votato per il moderato AKP che cerca gradatamente di superare le storture di un sistema che ha confinato il sacro nel ristretto della coscienza individuale e per questo viene appoggiato da quanti desiderano una maggiore identità islamica per lo stato, ma anche da quelli che comprendono come una compiuta democrazia sia fatta non solo di irrinunciabili passaggi elettorali e da rispettate prassi istituzionali, ma anche da tutto un ventaglio di libertà la cui compressione è solo deleteria per i traguardi europei di sviluppo che questo paese si è giustamente dato.
Questa rubrica bimensile si propone di far conoscere al maggior numero di persone il Neoumanesimo, una concezione filosofica, antropologica, storica che deve corrispondere alle profonde e autentiche esigenze dell'umanità attuale per salvarla da processi sempre più degenerativi che, aggravandosi, potrebbero portarla (e non è facile e gratuito allarmismo) all'estinzione.
Negli Anni Novanta, io stesso pubblicai con una piccola casa editrice un libro intitolato, per l'appunto, Il Neoumanesimo (a tale proposito, se qualche casa editrice più grande fosse interessata ad un'altra edizione, se ne potrebbe parlare, essendo io in possesso della proprietà letteraria). In esso sostengo la necessità che si passi dall'umanesimo al neoumanesimo; quello storico, tradizionale, non è più sufficiente e adeguato alle necessità odierne e future. L'umanesimo di Pico della Mirandola, di Poggio Bracciolini e di altri va superato con una concezione più pervasiva e onnicomprensiva. Questa concezione è stata da me definita "pancentrismo neoumanistico".
Non più solo l'uomo al centro, ma il tutto nel quale l'uomo vive, di cui vive e per il quale vive e deve vivere: rispettando e salvando il tutto, rispetta e salva te stesso.
sabato 9 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 23.59
Negli ultimi mesi, in contesti diversi, si sono registrati dei fatti preoccupanti che fanno purtroppo ritenere ormai presente, nel nostro paese, un certo antisemitismo culturale.
Niente a che fare con le forme tradizionali di razzismo e xenofobia, ma qualcosa di diverso, che trova la sua giustificazione nella superficialità dei protagonisti ed, in un certo senso, nella loro (solitamente successiva ai fatti che li vedono coinvolti) ostentata "buona fede". Se così fosse, (e non abbiamo motivo per non volerlo credere) o se, in altre parole, l'antisemitismo culturale di questi mesi affondasse le proprie radici nell'ignoranza e nella faciloneria di coloro i quali gestiscono la promozione di eventi culturali e la vendita di prodotti editoriali, beh, allora, la situazione, secondo noi, si rivelerebbe ancor più preoccupante e pericolosa.
Il primo di questi episodi a cui facciamo riferimento ha come protagonista l'Università degli Studi di Teramo che, il 15 maggio 2007, balzò al centro delle cronache (provocando molto imbarazzo nel mondo accademico) per aver invitato a tenere una lezione, nel corso di un Master sul ruolo di Enrico Mattei nel Medio Oriente, il negazionista Robert Faurisson. Considerato una sorta di "Irving d’oltralpe", egli è conosciuto come uno degli assertori delle teorie negazioniste dell’Olocausto del popolo ebraico. Appena arrivato in Italia in quei giorni aveva dichiarato: «Le pretese camere a gas di Hitler e il preteso genocidio degli ebrei formano una sola ed unica menzogna storica che ha permesso una gigantesca truffa politica e finanziaria di cui il principale beneficiario è il sionismo internazionale…». Un biglietto da visita, quello esibito da Faurisson, che non ha bisogno di altre presentazioni....
Qualche mese dopo, nel novembre 2007, grazie alla segnalazione di alcuni studenti ed alla sensibilità di Alessandro Portelli, è stata rilevata la "sorprendente" presenza negli scaffali delle librerie Borri nelle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina di alcune copie del Mein Kampft di Adolf Hitler. Non solo, ma nelle Borri's Book, tali copie erano presenti e pronte ad essere vendute come "improbabili" regali di natale (della serie regala un libro....) e, come riportato in un articolo su Repubblica, lo spazio riservato al volume era "esposto a formare una di quelle pile che dovrebbero attrarre di più il cliente".
Ultimo in ordine cronologico, ma non meno importante nella sua gravità, il boicottaggio di Israele (e dei suoi autori) alla Fiera del libro della "democratica e multiculturale" città di Torino. Inevitabile lo scandalo che ha trovato spazio sui quotidiani degli scorsi giorni. Il timore, preoccupante ma reale, evidenziato da questa vicenda ha portato David Grossman ad affermare: "La mia impressione è che certa sinistra italiana non veda come illegitima soltanto la presenza di Israele alla Fiera di Torino, ma veda come illegittima l'esistenza stessa di Israele".
Il dubbio che queste tre vicende fanno sorgere, invece, è che molta parte di questo nuovo antisemitismo culturale sia prodotto dalla non conoscenza dei fatti, della storia, e dal fatto che sempre più spesso centri culturali come, ad esempio, le librerie, siano in mano a presunti manager dell'editoria che non sanno svolgere il proprio ruolo perché, magari, volutamente inconsapevoli del fatto che gestire un negozio di libri sia cosa ben diversa da gestire un supermercato.
E' di oggi, infine, la notizia che negli scorsi giorni un blog abbia redatto la lista dei 162 professori ebrei che insegnano all'Università di Roma La Sapienza (e non solo) rei, secondo gli anonimi blogger, di fare lobby e, più precisamente di essere stati "arruolati in base all'asservimento politico ai partiti, alle ideologie politiche, alle lobby di potere".
Speriamo davvero che la lista di questi tristi eventi si fermi qui.
In Giappone, nel 1600, si affermò il poeta Basho che volle vivere povero per essere libero di scrivere le sue poesie. Morì nel 1694, cinquantenne, durante uno dei suoi numerosi viaggi per tutto il territorio giapponese. Le sue opere più importanti sono: Relazioni di viaggio sotto la pioggia e Il vento. I suoi versi sono coincisi e in apparenza semplici. La sua poetica fu quella di liberarsi da valori e regole tradizionali, privilegiando una serena fusione tra vita e poesia. E' considerato il maggior poeta giapponese.
Li Po (1701-1762) fu un grande poeta cinese. Fu l'unico, fra i poeti del suo tempo, a non dare gli esami letterari di Stato, com'era prescritto. Amava profondamente la libertà. Il suo comportamento era anticonformistico e talora appariva perfino eccentrico. Amava molto il vino. Fu amico di monaci taoisti dai quali ricevette una iniziazione. Secondo la leggenda, Li Po morì ubriaco, annegando nel tentativo di pescare nelle acque il riflesso della luna. Componeva brevi quartine, per lo più, facenti parte di una vasta produzione letteraria.
venerdì 8 febbraio 2008, posted by roberto.bonuglia at 9.12
Stamane il premier palestinese Salam Fayyad, in visita privata ad Austin, la capitale del Texas ha rilasciato una dichiarazione che rappresenta una vera doccia fredda per i colloqui intrapresi da Olmert e Abu Mazen nelle scorse settimane per dare seguito al proposito dichiarato da George W. Bush di lasciare la sua carica presidenziale con un accordo di massima per un nuovo trattato di pace tra Israele ed i palestinesi entro la fine di quest'anno. Fayad ha infatti detto di "ritenere improbabile che venga concluso un accordo di pace con Israele nel 2008". La dichiarazione di Fayad, inaspettata, conferma però lo scetticismo del politico palestinese che aveva già espresso molte riserve sui risultati della conferenza di Annapolis.
giovedì 7 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 16.46
Si sta verificando un preoccupante fenomeno culturale. Il laicismo che dovrebbe essere fondato sull'apertura e sulla tolleranza, acquisisce, invece, caratteri di chiusura e intolleranza diventando così pseudolaicismo. Non è solo l'episodio relativo alla rinuncia di Benedetto XVI ad intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico in Sapienza lo scorso 17 gennaio. E' un certo qualunquismo diffuso che caratterizza certa parte del mondo laico, come se si avesse paura di ascoltare altre voci e di confrontarsi con esse. Il vero laico non deve cadere, per così dire, nel dogmatismo laicistico. Se ciò accade, non si può più parlare di laicismo.
In tal senso e su questi argomenti invito a leggere due post molto interessanti che troverete nel bel blog di Kay Rush cliccando qui ed in quello di Romina pubblicato su Intersezioni che potete leggere cliccando qui. Infine, il rimando all'articolo di Magris segnalato da Roberto Bonuglia e già pubblicato, qualche giorno fa, qui.
mercoledì 6 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 13.08
In una intervista concessa al periodico cinematografico Ciak il regista Guido Zurli tra le altre cose si sofferma su un episodio che lo ha molto amareggiato. Non è riuscito a girare quello che considera uno dei più bei film non realizzati. La sceneggiatura si intitola Maria Fonseca e fu scritta in collaborazione con l'autore di queste note. E' la storia della Napoli del periodo barocco, con le sue miserie, ma anche con la sua viva e fervida attività culturale. E' la Napoli sottoposta alle scorrerie dei pirati saraceni. La sceneggiatura mette a confronto i due mondi. Peccato!
Il presidente palestinese Abu Mazen, e il capo del Governo israeliano Ehud Olmert, continuano ad incontrarsi alla ricerca di intese che consentano la nascita dello Stato palestinese. Sono incontri che non hanno ancora prodotto alcun effetto positivo, per ora. Ce ne saranno altri, perchè il 2008, secondo George W. Bush, deve essere l'anno decisivo per la costituzione dello Stato palestinese. Un altro problema, inoltre, si aggiunge a quelli già esistenti: a Gaza, i palestinesi cristiani hanno paura dei fondamentalisti di Hamas e alcuni vedono persino in pericolo la loro vita. Il blocco israeliano aggrava la situazione: gli esodi degli scorsi giorni in Egitto alla ricerca di cibo benzina e altro, ne sono una dimostrazione.
martedì 5 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 15.26
Nell'ultimo anno del suo duplice mandato presidenziale, George W. Bush, Presidente americano, mostra alcune preoccupazioni e fors'anche paure per le situazioni che ha creato con la guerra all'Afghanistan (ottobre 2001) e all'Iraq (marzo 2003).
Riguardo all'Afghanistan, teme che la coalizione detta ISAF finisca con lo svanire e che gli USA rimangano soli a fronteggiare i fondamentalisti islamici talebani.
Riguardo all'Iraq, non è molto soddisfatto dei progressi conseguiti nel Paese. Si rende conto che c'è ancora molto da fare e che bisogna assolutamente coinvolgere nell'esercizio del potere gli iracheni del "triangolo sunnita".
lunedì 4 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 17.49
Troverà soluzione ciò che sembra un rebus insolubile, cioè il problema mediorientale? Il terroritorio palestinese è diviso in due: parti della Cisgiordania sotto l'autorità dell'ANP di Abu Mazen; Gaza sotto l'autorità di Hamas. Israele tratta con l'ANP, ma non tratta con Hamas (che pur ha vinto le elezioni), che considera un movimento terroristico. Hamas, dal canto suo, non riconosce Israele. E' scoppiata, poi, una guerra civile fra Al Fatah, il movimento di Abu Mazen, e Hamas, che non riconosce gli accordi di Oslo in seguito ai quali nascque l'ANP. Come uscirne? Si potrà arrivare ad uno Stato unitario palestinese entro il 2008 come desidera Bush?
domenica 3 febbraio 2008, posted by David.Rettura at 18.11
Martedì sarà finalmente arrivato il famigerato super tuesday delle primarie presidenziali americane di quest'anno e con la scelta di buona parte dei delegati per le Conventions estive sarà stato fatto un passo avanti notevole. Ma chi uscirà vincente? Quanto la tipologia del vincitore di ognuna delle due contese influenzerà le piatteforme programmatiche? Peseranno più la politica estera e la guerra al terrorismo od i problemi di politica interna con una recessione che sembra incipiente? Credo che noi dovremmo cominciare a considerare l'America per quello che è, ovvero non una escrescenza dell'Europa sull'altro lato dell'Atlantico, o quantomeno non più solo questo. Perché ci è così difficile accettare che gli americani abbiano una prospettiva diversa da quella degli europei, mentre troviamo tutto ciò naturale se ci riferiamo ad altri contesti culturali? Molti giustificano la pena di morte in Iran od in Birmania per un (malinteso) senso di rispetto delle diversità ma non sono disposti a fare lo stesso riguardo agli USA. Perchè? Io mi voglio dire convinto che come è sempre accaduto, la politica interna prevarrà su quella estera. Gli americani si sentono , di massima, un isola.
Tutto questo per dire che queste elezioni degli outsider, con in lizza africani-americani a nessuno più che ad Obama calza meglio questa definizione, donne, mormoni ex pastori evangelici con il solo McCain a rivestire con il suo curriculum da Repubblicano atipico il ruolo del candidato convenzionale, potrebbero essere di difficile lettura per gli analisti di cassa nostra ed ancora più per noi orecchianti appassionati. Purtroppo il partito democratico, speranza delle sinistre europee che sognano una svolta ad U della politica estera americana specie in Medio Oriente dimenticando l'ignavia dell'era clintoniana dove a gesti eclatanti e strette di mano non è seguito alcunché di sostanziale ne mai è stata posta in opera alcuna contromisura valida al dilagare non solo del terrorismo di matrice islamica ma neanche alla proliferazione nucleare, ma anche e soprattutto i disastri della presidenza Carter, sembra essere caduto vittima delle sue divisioni clanico-ideologiche: da una parte Hillary e la visione Roosveltiana della politica che fu tipica anche della presidenza Johnson e stava dietro alle candidature fallite di Mondale, Dukakis e poi Gore, che mira a riportare lo stato al centro con una maggiore attenzione ai ceti meno abbienti senza perdere contatto con la base liberal e borghese del partito; dall'altra la candidatura di Obama che sostenuta dai Kennedy (il cui appoggio non ha certo evitato a Kerry una sconfitta rovinosa), che sembra più da archiviare alla voce progressive, con le sue accentazioni che mirano a farne un Kennedy di colore, ma il cui programma è ancora nebuloso. Dalla parte repubblicana della barricata c'è Romney, mormone e miliardario figlio dell'establishment ma anche lui con programmi ancora da definire compiutamente cui si contrappone McCain che con tutti suoi acciacchi ed una vecchiaia incombente rimane comunque l'incarnazione del mito dell'americano onesto e intraprendente che si fa da sé attraverso un mare di avversità che non riescono a piegarlo. Chi la spunterà? E per noi cosa cambierà? E per il Medio Oriente, cui questo blog guarda con attenzione?
sabato 2 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 18.31
Molti critici letterari ritengono che la trasposizione cinematografica di un'opera letteraria svaluti il valore e non riesca a rendere evidente la ricchezza del contenuto.
In alcuni casi non è così: La terra trema (dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga) e Il gattopardo (dal romanzo di Tomasi di Lampedusa) di Luchino Visconti; La lunga notte del '43 (da un racconto di Giorgio Bassani) di Floristano Mancini; La Ciociara (dal romanzo di Alberto Moravia) di Vittorio De Sica; Satyricon (dal libro di Petronio) di Federico Fellini.
venerdì 1 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 0.41
A parte alcune notizie di queste ultime ore, peraltro da verificare, non si sa nulla di Shalit, il caporale israeliano che, più di un anno fa, fu rapito dai militanti del Comitato di Resistenza Popolare, una formazione palestinese operante nella Striscia di Gaza. Nonostante le ricerche, nonostante contatti che hanno visto impegnato anche Abu Mazen, il presidente dell'Anp, non si è venuti a capo di nulla. Il caporale Gilad Shalit sembra svanito nel nulla, a meno che non sia stato ucciso.