sabato 18 febbraio 2012, posted by khayyamsblog@gmail.com at 13:18
di Fabio Montebove

Giuseppe Bottai ha percorso una propria strada all’internodel movimento fascista. Questo statista, che si era avvicinato da giovane allapolitica collaborando alla fondazione dei Fasci italiani di combattimento diRoma nel 1919, svolse un ruolo critico nei confronti di Mussolini e del regimeda lui instaurato non solo sul piano culturale, ma anche sul pianopolitico-economico. Un esempio di tale attivismo è dato dalla teoriacorporativa, pilastro fondamentale della dottrina fascista, che vide inGiuseppe Bottai un energico sostenitore anche grazie alla titolarità delMinistero delle Corporazioni, assunta nel 1929, cui seguì il ruolo fondamentaleda lui avuto nell’emanazione della Carta del lavoro del 1932.

Per Bottai, il Corporativismo è l’essenza stessa del Fascismo,un movimento nato per rivoluzionare il sistema economico non sulla base dellalotta di classe, ma mediante una concertazione degli interessi in base adaccordi tra le categorie produttive: da una parte imprenditori e operai,dall’altra i consumatori. La concertazione, nel pensiero bottaiano, era la basedella solidità economica e doveva servire, in difficili anni caratterizzatidalla crisi del 1929 e dalla rivalutazione della Lira, a realizzare una certastabilità altresì sul piano politico, dando un immagine più autorevole delGoverno italiano nei confronti delle potenze straniere. Sul pianointernazionale Bottai, da convinto intellettuale anticomunista ma al contempoda politico colto ed onesto, guardava con interesse all’America del democraticoRoosevelt - il quale era riuscito ad ottenere buoni risultati nel campo dellerelazioni industriali senza un eccessiva invadenza delle autorità statali - ealla cultura cattolica più aperta che in Italia aveva trovato riscontronell’associazionismo cattolico.

Alla difficile congiuntura economica, all’esterno eall’interno dei confini nazionali, si aggiunsero però due ostacoli chelimitarono l’azione bottaiana: Mussolini e gli imprenditori. Il Duce infatti,pur dando una grande fiducia personale a Bottai, non considerava come un fattopositivo la sua idea corporativa, perché essa contrastava con lastabilizzazione del regime e della politica coloniale. Le colonie invero, perMussolini, erano il terreno dove la classe politica fascista si incontravamaggiormente con gli imprenditori, e cioè con quella destra industriale econservatrice che nutriva una profonda avversione verso i sindacati, anchequelli fascisti e che, sebbene con non poche incertezze, aveva sostenuto ilFascismo sin dalle origini vedendo in esso uno strumento di sviluppo dei propriinteressi.

Anche sul piano culturale, tuttavia, non mancaronodifficoltà all’attuazione del programma corporativo così come lo intendevaGiuseppe Bottai. All’interno dello stesso Fascismo esistevano infatti altreidee corporative, la più importante delle quali era quella di Alfredo Rocco,sostenuto da Mussolini, che riteneva il corporativismo come un sistema di tipoautoritario-burocratico, in cui le direttive in materia venivano formulate dalDuce stesso, senza preoccuparsi delle reali condizioni dei soggetti su cui andavanoad interferire le sue decisioni. Bottai, invece, partiva dall’idea che leiniziative economiche dovevano partire dal basso, da quelle masse checostituivano la base di un sistema democratico in cui lo Stato sarebbeintervenuto solo come ausilio e non come autorità. Questa diversa posizione traMussolini e Bottai, come evidenziato altresì nelle pagine delle riviste daquest’ultimo create e dirette, fu determinante nel contribuire alla caduta diBottai dal Ministero delle Corporazioni nel 1932 e portò l’ex ministro aparlare di “occasione mancata”.
Un discorso a parte merita il convegno di studi corporativi,svoltosi a Ferrara nel maggio del 1932, e che decreterà Giuseppe Bottai guidaintellettuale del Corporativismo. In tale consesso, che vide l’intervento diinsigni giuristi, ministri e docenti universitari, emersero i contrasti tral’ideatore del convegno in questione ed il filosofo Ugo Spirito: quest’ultimo,partendo dalla critica all’economia liberale, sostenne la necessità diassociazioni intese come espressione di un comunismo economico in cui i mezzidi produzione sarebbero dovuti appartenere alle stesse corporazioni, in quantodiretta espressione dello Stato. Tale idea di “corporazione proprietaria”,sostenuta da Spirito, venne giudicata negativamente da Bottai, che ne evidenziòl’errata equiparazione tra comunismo e fascismo nonché l’illusoria proposta diabolire i sindacati.

Tutte queste difficoltà e problematiche determinarono ilfallimento dell’idea corporativa di Bottai, il quale tuttavia continuò il suoimpegno politico a sostegno del regime fino al fatidico 25 luglio 1943, quandoaderì all’ordine del giorno Grandi, insieme ad altri 19 gerarchi, mettendo inminoranza quel Mussolini che tanta fiducia aveva riposto in lui.

La storiografia sul corporativismo bottaiano ha evidenziatola particolare personalità dell’uomo, avverso a rigidi schemi di partito esempre aperto a tesi differenti sulle varie problematiche che la materiacorporativa comportava. L’apertura intellettuale di Bottai, che ha determinatobuona parte della legislazione fascista sul lavoro e la realizzazione - seppurtardiva - degli organi corporativi, ha comunque reso possibile l’inserimento dielementi democratici all’interno di un sistema politico totalmenteantidemocratico. Bottai ha avuto il merito di dimostrare, anche sul pianosociale, che l’interesse generale dell’Italia ed il ruolo di Mussolinisarebbero usciti rafforzati dall’attuazione pratica delle sue idee. Nonostantetutto, come ebbe a dire Bruno, figlio di Giuseppe Bottai, possiamo parlare di“eredità bottaiana”, per esempio evidenziabile nel primo articolo dell’attualeCostituzione Italiana che sottolinea l’importanza del lavoro, come pureparlando del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, le cui funzioninon sono del tutto diverse da quelle del Consiglio Nazionale delleCorporazioni, fortemente voluto proprio da Giuseppe Bottai.

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giovedì 12 gennaio 2012, posted by khayyamsblog@gmail.com at 13:27
Per la prima volta, il mondo del turismo del Lazio si riunirà per confrontarsi sullo stato attuale del settore e programmare nuove strategie, in vista degli scenari futuri.

A Borgo Piave, Latina, il 20 gennaio si terranno infatti i primi Stati Generali del Turismo del Lazio. L’iniziativa si svolgerà presso l’Istituto Agrario “San Benedetto” (Via M. Siciliano, 4 – Latina). Interverranno: il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che aprirà i lavori; il Ministro del Turismo Piero Gnudi; il Commissario europeo, Vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani; l’Assessore al Turismo della Regione Lazio, Stefano Zappalà.

Oltre all’assemblea plenaria, durante la quale interverranno tutte le associazioni di settore, sono previsti nel primo pomeriggio sei workshop tematici dove la Regione Lazio si confronterà con gli operatori turistici e le associazioni di categoria. L’evento inizierà alle 10:00 e la chiusura dei lavori è prevista per le 16:30.
Il Tempo la Storia nell’ambito degli Stati Generali del Turismo del Lazio ha organizzato uno dei sei workshop, quello dedicato al rapporto tra «editoria» e «turismo». L’incontro sarà premessa di un vero e proprio Salone dell’editoria turistica del Lazio che Il Tempo La Storia organizzerà a novembre 2012 fornendo un’utile occasione di confronto tra gli editori e il grande pubblico.

Il Lazio, infatti, è una terra fertile di iniziative editoriali: sono più di 300, le case editrici che operano con successo nelle nostre cinque provincie. Molte di esse hanno investito sempre più risorse nella pubblicazione di guide turistiche e materiali cartografici andando incontro alla domanda sempre crescente dei lettori in questo settore fornendo così un rilevante contributo alla valorizzazione e alla promozione dei luoghi, della storia e dei prodotti tipici della Regione. Il 20 gennaio, in occasione degli Stati Generali del Turismo del Lazio uno stand allestito da Il Tempo La Storia darà spazio e visibilità alle Case Editrici che hanno aderito all’invito esponendo le ultime novità editoriali del settore. Tra queste:

Edizioni Il Lupo, Edizioni Nuova Cultura, Edizioni Penne e Papiri, Iacobelli, Iter Edizioni Turistiche, La Pecora Nera Editore, Natura Avventura Edizioni, Palombi Editori, Società Editrice Ricerche. Questo invece è il programma del workshop sull’editoria turistica che si terrà dalle 14 alle 15:30.

L’Editoria Turistica del Lazio

Introduce:
Luca Giansanti Docente di Storia Sociale Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Intervengono:
Roberto Bonuglia Il Tempo La Storia
Francesco Palombi Palombi Editore
Sira Lozzi Iter Edizioni
Romano Barluzzi Mondo Sommerso
Rosalba Giugni Marevivo

Modera:
Umberto Natoli Giornalista e fotografo di viaggi e subacquea

INFO E ISCRIZIONI ONLINE

http://www.regione.lazio.it/rl_turismo/?vw=focusonDettaglio&id=19
 
martedì 1 novembre 2011, posted by khayyamsblog@gmail.com at 21:39


Il 2 Novembre si inaugura con la proiezione del film doc Rai Concerto Italiano di Italo Moscati il momento centrale dell’edizione 2011 della Settimana della Storia. E' il ritorno del Caffè della Storia, un ciclo di “Incontri con gli Autori” che si terrà dal 2 al 6 novembre tutti i giorni dalle 17 alle 20 presso lo spazio caffetteria al primo piano della Libreria MELBOOKSTORE di ROMA (Via Nazionale 252-255).

Le presentazioni del Caffè della Storia, organizzate in collaborazione con alcune tra le più importanti case editrici italiane – Il Mulino, Marsilio, Einaudi, Rubbettino, Palombi Editore, Edizioni Nuova Cultura e Lepre Edizioni – saranno la spina dorsale dell'edizione 2011 della Settimana della Storia: momenti di interessante interazione durante i quali gli Autori proporranno i propri lavori in modo originale dando la possibilità al grande pubblico di sentirsi protagonista dell’Evento. Sarà infatti possibile incontrare e porre domande a storici, registi e giornalisti che nel corso degli ultimi mesi si sono rivolti allo studio e all’approfondimento del Risorgimento italiano.

Tra gli Autori parteciperanno: Aldo Giovanni Ricci, Giuseppe Parlato, Alberto M. Banti, Massimo Teodori, Sergio Valentini, Elena Doni, Lia Levi e Pasquale Chessa.

Gli appuntamenti del Caffè della Storia inoltre si svolgeranno favorendo l’incontro tra gli Autori e alcune fra le più autorevoli personalità del mondo culturale: Giancarlo Bosetti, Riccardo Chiaberge, Antonio Ghirelli, Luciano Lanna, Valeria Palumbo, Rosario Salamone sono solo alcuni dei protagonisti che si alterneranno durante gli incontri in calendario.



IL PROGRAMMA COMPLETO:


Mercoledì 2 novembre
17:30 Inaugurazione
18:00 Italo Moscati presenta il film "Concerto italiano. Storia e storie dell’Unità d’Italia"

Giovedì 3 novembre
17:00 Aldo Giovanni Ricci
Ricordi e pensieri su Giuseppe Mazzini
I contemporanei a 100 anni dalla sua nascita

(Palombi Editori)
18:30  Giuseppe Parlato
Il Risorgimento italiano
Le culture politiche che hanno fatto l’Unità d’Italia

(Nuova Cultura)

Venerdì 4 novembre
17:00 Alberto M. Banti
La nazione del Risorgimento
Parentela, santità e onore alle origini dell’Italia unita

(Einaudi)
18:30 Massimo Teodori
Risorgimento laico
Gli inganni clericali sull’Unità d’Italia

(Rubbettino)

Sabato 5 novembre
17:00 Sergio Valentini
E arrivarono i Bersaglieri
I primi trent’anni di Roma Capitale

(La Lepre Edizioni)

18:30 Controparola
Donne del Risorgimento
(il Mulino)

Domenica 6 novembre
18:00 Pasquale Chessa
Se Garibaldi non avesse vinto
Storia controfattuale dell’Unità d’Italia

(Marsilio)



Oltre agli Autori, tra gli altri, parteciperanno agli incontri: Roberto Bonuglia, Giancarlo Bosetti, Franco Cardini, Riccardo Chiaberge, Elena Doni, Antonio Ghirelli, Luca Giansanti, Luciano Lanna, Lia Levi, Simonetta Meschini, Valeria Palumbo, Giovanni Sabbatucci, Rosario Salamone.
 
giovedì 27 ottobre 2011, posted by khayyamsblog@gmail.com at 10:08

Una delle novità dell’edizione 2011 della Settimana della Storia è la diffusione della conoscenza della “Grande Storia” anche a un pubblico giovane attraverso l’originale linguaggio dell’intramontabile mondo del teatro dei burattini.
«Verde prato, bianco neve e… giacche rosse» è il divertente titolo dello spettacolo dei burattini ideato da Maria Silvia De Sanctis e Alessandra Fasciani che racconterà il nostro Risorgimento in modo semplice e ironico, trasformandolo così in una vera e propria favola per bambini.

Un incipit scherzoso e leggero che introduce la natura della rappresentazione: Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour, Re Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi saranno gli eroi sul campo, coloro che hanno tessuto più di altri le fila del cambiamento. Ma fondamentale sarà il ruolo della Signora Italia, materna e capricciosa, che gestirà in maniera sapiente i rapporti tra i quattro signori, mediando e incalzando per raggiungere il suo scopo ultimo: diventare un’unica nazione. Sarà soprattutto lei ad esporsi ai bambini, raccontando loro la sua fiaba, la sua vera storia.

Il teatro dei burattini sarà portato nelle Scuole primarie e nelle suggestive location dei Comuni della Provincia di Roma che hanno aderito all’iniziativa, secondo questo specifico calendario:


TEATRO DEI BURATTINI
«Verde prato, bianco neve e… giacche rosse». L’Unità d’Italia raccontata ai piccoli
di Maria Silvia De Sanctis e Alessandra Fasciani

10:30 Giovedì 27 OTTOBRE
FORMELLO
Teatro Comunale J.P. Velly
Viale Regina Margherita, 6

10:30 Venerdì 28 OTTOBRE
FORMELLO
Scuola Primaria Le Rughe
Viale Spagna 1/A (Formello-Le Rughe)
10:30 Giovedì 3 NOVEMBRE
ROMA
143° Circolo Didattico Spinaceto
Via Carlo Avolio, 91

10:30 Venerdì 4  NOVEMBRE
ROMA
143° Circolo Didattico Spinaceto
Via Carlo Avolio, 91

10:30 Lunedì 7 NOVEMBRE
SANT’ORESTE
Palazzo Caccia-Canali
Piazza dei Cavalieri Caccia, 10
 
lunedì 24 ottobre 2011, posted by khayyamsblog@gmail.com at 20:34

Il 26 ottobre nell’affascinante location di Palazzo Orsini-Barberini di Monterotondo, inaugurerà ufficialmente l’edizione 2011 della Settimana della Storia la proiezione del film Concerto italiano. Storia e storie dell’Unità d’Italia di Italo Moscati: un grande affresco, uno spettacolo di immagini e di musica, un racconto di personaggi e fatti, una grande ricerca fra intese e speranze, un grande concerto di idee e di identità italiane.

Tutto ciò riassunto in 82 minuti ben documentati e molto coinvolgenti che propongono «storie raccontate con la sensibilità dell’Autore, una grande musica, un amalgama delle idee e delle identità italiane». Un vero e proprio film su 150 anni di storia italiana raccontati con «originalità, cultura storica, sensibilità artistica».

Di assoluta rilevanza i documenti recuperati dal regista: il discorso negli Stati Uniti del presidente John Kennedy nel marzo 1961 per ricordare i 100 anni dell’Unità italiana e durante il quale il Presidente statunitense ricordò Cavour, Mazzini e Garibaldi e i milioni di italiani – lombardi, veneti, calabresi, siciliani… – che contribuirono alle fortune dell’America. E poi le immagini dei garibaldini emigrati nel periodo della guerra di secessione, la lettera di Garibaldi al presidente Abramo Lincoln, e tanto altro ancora. Le musiche che accompagnano l’appassionato racconto sono dirette da grandi personalità:  Riccardo Muti, Claudio Abbado, Antonio Pappano, Gianluigi Gelmetti e altri. Ma fanno da sfondo alle immagini anche canzoni e istantanee musicali di Luigi Tenco, Lucio Battisti, Giorgio Gaber,  Fabrizio de Andrè, Giuni Russo.

Seguirà la proiezione del film un momento di approfondimento storico-letterario con la lezione di Piergiorgio Mori sul “Mito di Garibaldi nella letteratura italiana”.
 
venerdì 21 ottobre 2011, posted by khayyamsblog@gmail.com at 20:59

Dall’Unità italiana a Roma Capitale


A Roma, Monterotondo, Formello e Sant’Oreste la “Grande Storia”, dal 2 al 6 novembre, tornerà protagonista grazie a un sistema di iniziative culturali tra loro complementari: presentazioni, proiezioni, reading, incontri e spettacoli.
In occasione del 150esimo Anniversario dell’Unità d’Italia, Il Tempo La Storia, forte del successo degli scorsi anni, ha organizzato una nuova edizione della Manifestazione – realizzata in collaborazione con la Provincia di Roma e i Comuni di Monterotondo, Formello e Sant’Oreste – che sarà dedicata alla rievocazione, alla celebrazione, alla reinterpretazione del Risorgimento italiano.
Quest’anno la programmazione della Settimana della Storia si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane. Per la prima volta, infatti, nell’ottica di sensibilizzare alla partecipazione le nuove generazioni – gli italiani di domani – alcune iniziative si svolgeranno nelle Scuole di Roma e Provincia. Una novità assoluta che è stata apprezzata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale ha conferito all’Edizione 2011 della Settimana della Storia una propria medaglia di rappresentanza.
Il momento centrale dell’edizione 2011 della Settimana della Storia sarà il Caffè della Storia, un ciclo di “Incontri con gli Autori” che si terrà presso la Libreria MELBOOKSTORE di ROMA (Via Nazionale 252-255) e durante il quale, oltre alle novità editoriali, troveranno spazio anche alcune proiezioni come, ad esempio, il film doc Rai di Italo Moscati Concerto Italiano. Storia e storie dell’Unità d’Italia.
Le presentazioni del Caffè della Storia, organizzate in collaborazione con alcune tra le più importanti case editrici italiane – Il Mulino, Marsilio, Einaudi, Rubbettino, Palombi Editore, Edizioni Nuova Cultura e Lepre Edizioni – saranno la spina dorsale dell’intera manifestazione: momenti di interessante interazione durante i quali gli Autori proporranno i propri lavori in modo originale dando la possibilità al grande pubblico di sentirsi protagonista dell’Evento. Sarà infatti possibile incontrare e porre domande a storici, registi e giornalisti che nel corso degli ultimi mesi si sono rivolti allo studio e all’approfondimento del Risorgimento italiano.
L’intera programmazione dell’evento – che cronologicamente andrà ben oltre la “settimana” – grazie ai contenuti, al livello degli ospiti e alle iniziative collegate focalizzerà l’attenzione, su fatti, vicende e personaggi – anche poco conosciuti – che hanno contribuito a «fare l’Italia».
Anche quest’anno la Manifestazione è curata da Roberto Bonuglia e Luca Giansanti. Tutte le iniziative in calendario sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
 
giovedì 6 ottobre 2011, posted by khayyamsblog@gmail.com at 17:19

In questo 2011, si è tanto parlato dell’Unità d’Italia. Le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità italiana stanno per volgere al termine ma, finora, nessuno aveva ricordato un episodio di quel fatidico 1861: in quell’anno che sarebbe diventato così importante per la nostra nazione, il Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour conferì al Conte Giovanni Battista Barbavara di Gravellona già Direttore Generale delle Poste Sarde, l’incarico di riunificare e riorganizzare la rete nazionale postale, circostanza questa che gli valse la nomina a Senatore del Regno.
 
 Il Servizio Postale, così, sarebbe servito a rendere “minori” le distanze favorendo lo scambio delle informazioni nella neonata Italia. La riorganizzazione della rete postale, inoltre, avrebbe di lì a poco rappresentato uno strumento fondamentale ai nostri emigranti per mantenere un legame con la Patria accendendo la fantasia dei loro cari ai quali potevano raccontare gli straordinari avvenimenti e progressi che avvenivano nel «Nuovo Mondo».

In un primo momento vennero utilizzati fino a esaurimento i francobolli del Regno di Sardegna con l’effigie di Vittorio Emanuele II. Solo l’anno successivo furono emessi i primi francobolli italiani che, in attuazione delle norme internazionali, furono stampati con la dentellatura, con la scritta Posta e i numeri arabi. La prima serie organica di francobolli italiani, con l'effigie di Vittorio Emanuele I Re d’Italia, fu emessa nel 1863 in occasione dell’introduzione della tariffa unica.

Questo è l’incipit che ha portato Tiziana Todi a inventare e curare la Mostra Internazionale di Mail Art «L’Unità d’Italia costruita attraverso il Servizio Postale» che sarà inaugurata il prossimo 12 ottobre al Palazzo Caccia-Canali di Sant’Oreste. La Mostra, che si protrarrà fino al 15 novembre, è organizzata in collaborazione con il Comune di Sant’Oreste, l’Associazione Culturale Internazionale Diletta Vittoria di Roma, la MailArtMeetingArchives di Anna Boschi di Bologna, l’Associazione Culturale E.ART di Civitanova Marche, le Edizioni Bora ed è la prima delle iniziative in calendario dell’edizione 2011 della Settimana della Storia.

L’Inaugurazione si terrà alle 10:00 presso il Cinquecentesco Palazzo Caccia-Canali di Sant’Oreste attribuito a Vignola: una location suggestiva per una mostra che si prospetta ricca di suggestioni e assolutamente da non perdere.
 
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