Per le sue opere, Solgenitsin ricevette il Premio Nobel per la letteratura, nel 1970. Dopo quattro anni, a causa delle persecuzioni, egli fu costretto a emigrare negli Stati Uniti. Poté tornare in Russia solo vent'anni dopo, dopo il crollo, cioè, dell'Unione Sovietica. Fu Boris Eltsin a vollero far tornare in patria.
Lo scrittore aveva condiviso la politica dell'uomo più potente della Russia, Vladimir Putin. Solgenitsin, avendo un animo profondamente religioso, era un nostalgico della Santa Russia ed anche per questo si oppose fortemente all'ateismo del regime comunista sovietico
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