Marcello Carmagnani intitolò alcuni anni or sono la sua storia dell'America Latina L'altro occidente, a sottolineare come il continente del cono sud avesse preso a sviluppare un sistema culturale, politico e sociale alternativo all'Occidente generalmente inteso, ovvero all'Europa, anche questa intesa in un senso più o meno esteso, ed al Nord america anglofono. Se la specificità statunitense sembra oggi ad analisti attenti come il francese Alain Minc spostarsi verso l'elaborazione di una civiltà sempre più autonoma ed indipendente rispetto alla "madrepatria" europea in linea con quelli che erano gli auspici già nel XIX° secolo di Emerson, e sembra trascinarsi buona parte di quello che il Commonwealth bianco dell'Impero britannico che ogni giorno si scopre, anche nell'emisfero australe, culturalmente più lontano dagli statuti di Westminster, il mondo latinoamericano dal Rio Grande alla Patagonia con l'inclusione dei Caraibi, sembra aver imboccato la strada dell'autonomia da lungo tempo, prendendo strade talvolta tra loro molto dissimili nonostante i sonanti proclami di fratellanza sociale e politica. Anche volendo espungere dal novero del continente i Caraibi con le loro mille sfaccettature, sarà sempre difficile ridurre l'intero gruppo in un solo insieme, come pretendeva quaranta anni fa la sinistra alternativa e rivoluzionaria: il Messico è ormai quasi uscito dal cono d'ombra della rivoluzione del 1917, e nonostante le sacche di povertà che ancora lo funestano (ed anzi forse molto proprio per via di quelle), è sempre più attratto dal gigantesco e ricco vicino; il Venezuela si dibatte ormai da un decennio nelle convulsione del bolivarismo indefinibile di uno Chavez che somiglia al primo Gheddafi più che a Castro nel suo ondivagare tra soluzioni spesso contraddittorie e che hanno sino ad ora mancato gli obiettivi dichiarati di equità sociale ed indipendenza sostanziale; la Colombia che attraverso il decisionismo democratico di Uribe sembra aver imboccato con decisione la strada del contrasto a tutto campo verso i mali che da lungo tempo l'affliggono; il Brasile che si propone come potenza regionale ancora una volta in contrasto con l'Argentina, ma che è ancora ricco di elevati contrasti e deve ancora dispiegare completamente le promesse fatte da Lula in tante campagne elettorali; l'Argentina che ancora aspira, anche nel glamour della sua Presidentessa, eco peraltro di un passato mitico come quello di Evita che già deluse al tempo della presidenza di Isabelita Peron, al riconoscimento di faro economico e culturale del continente, in maniera incongruente rispetto al recentissimo e rovinoso passato; il Cile eterna promessa dell'economia che ha fatto della stabilità un suo apprezzatissimo pregio; le repubbliche andine sempre più irretite dal fascino del nativismo di Evo, che pure in patria sembra vivere momenti complessi.
Al di là delle ovvie differenze politico-economiche tra i vari paesi è però una differenziazione culturale e dei costumi che va sempre più prendendo piede, quasi a scavare un solco non solo tra il Brasile lusitano ed il continente ispanofono, ma anche tra le varie anime di quest'ultimo, così come tra il continente nella sua interezza ed il resto dell'Occidente, madrepatria sempre meno vicina, a meno che non si voglia leggere il nativismo di Evo come più vicino all'Europa di quanto non fosse il liberalismo di Simon Bolivar all'Illuminismo della fine del XVIII° secolo. Ma su Evo ed il suo nativismo spero di tornare presto.
Al di là delle ovvie differenze politico-economiche tra i vari paesi è però una differenziazione culturale e dei costumi che va sempre più prendendo piede, quasi a scavare un solco non solo tra il Brasile lusitano ed il continente ispanofono, ma anche tra le varie anime di quest'ultimo, così come tra il continente nella sua interezza ed il resto dell'Occidente, madrepatria sempre meno vicina, a meno che non si voglia leggere il nativismo di Evo come più vicino all'Europa di quanto non fosse il liberalismo di Simon Bolivar all'Illuminismo della fine del XVIII° secolo. Ma su Evo ed il suo nativismo spero di tornare presto.
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