mercoledì 20 agosto 2008, posted by David.Rettura at 00.40
Certo ogni uomo è libero di cambiare idea e può, anzi dovrebbe trarre profitto dalle proprie disavventure e migliorarsi od emendarsi dagli sbagli del passato. Ma ripensare se stesso e le proprie scelte facendo del proprio passato di cui si sono riconosciute le manchevolezze il pilastro per il proprio sistema di valori presenti e futuri è un'operazione ancora più difficile che richiede un alto coefficiente di coerenza e di autovalutazione. E' poi oltremodo negativo quando colui che ha cambiato direzione alla propria vita si erge a Solone per coloro che persistono in quelli che furono i suoi errori in maniera tribunesca ed a guisa di giudice. E' dunque da questo lato apprezzabile l'operazione portata avanti, in un certo senso con umiltà, da Robert McNamara nel premiato documentario The fog of war che lo vede protagonista e che La7 ha trasmesso martedì 19. Ciò nonostante appare ancora singolare che lo stratega delle prime escalation in Vietnam, l'uomo che ha pervicacemente perseguito la devastazione in Indocina per circa un decennio possa dire di aver fatto scelte o quantomeno contribuito a processi decisionali che si sono rivelati immorali ed ingiusti oltre che sbagliati e pensare di poterne trarre beneficio per ricostruire un sistema analitico e valoriale diverso. E'certo indubbia la sincerità e la buona fede di McNamara, così come la profondità, l'acutezza e l'eticità delle conclusioni cui nel suo iter Egli è giunto, ma rimane un senso di insoddisfazione e come di disagio rispetto all'idea, sia pur sottaciuta, di aver di nuovo conquistato la verità, anche se diametralmente opposta a quella professata in precedenza, con un'atteggiamento non dissimile a quello degli ex terroristi italiani di ogni colore, spesso pronti ad autoasssolversi in nome della nuova verità acquisita. Come se si dicesse: "Ok, sbagliare è umano, l'ho capito, ora so, andiamo avanti!". Ma quando non era il venerando signore che è oggi, l'ex Segretario alla Difesa McNamara era uno di quelli convinti che per battere quel sonno della ragione travestito da sogno che era il bolscevismo sovietico, bisognasse addormentarsi.

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2 Comments:


At 10 novembre 2009 19.48.00 GMT+03.30, Anonymous Anonimo

La ringrazio per Blog intiresny

 

At 10 novembre 2009 19.52.00 GMT+03.30, Anonymous Anonimo

La ringrazio per Blog intiresny

 


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