«In un cerchio ristretto» nel quale è stato racchiuso l’uomo, ristretta e limitata è stata la crescita dell’uomo stesso. Quando si viene al mondo, si è uomini solo potenzialmente, nel senso che si è esseri umani la cui umanità deve manifestarsi e svilupparsi in un processo di giusta crescita affinché ciascuno possa porsi i suoi alti scopi, che sono latenti e che devono essere estrinsecati. A quest’opera devono concorrere tutte le componenti sociali: i genitori, la scuola, la società. Ai primi spetta il compito di individuare la potenziale e autentica identità del figlio (o della figlia) in modo da agevolarne la manifestazione ed evitare devianze, storture, repressioni, sterilità nella formazione dell’essere umano. Compito del genitore non è, dunque, solo quello di dar la vita ad una nuova creatura, ma far emergere da essa l’uomo (o la donna) secondo le proprie peculiarità.
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