domenica 11 maggio 2008, posted by vito.cirillo at 11.48
Questo "centro di gravità permanente", per così dire, è la scoperta della propria identità, l'appropriazione di sé e la consapevolezza autentica di sé.
L'uomo non è veramente tale se è privo di tali componenti messe assieme. Ogni uomo ha una sua precisa identità spiritual-psico-fisica. Il suo compito è quello di scolpirla, di conoscerla esattamente, di appropriarsene e di esserne continuamente consapevole. In tal modo, si perviene al possesso di ciò che si è in verità.
La consapevolezza della propria "verità" esistenziale fa sì che l'uomo sia consapevole di quale sia il suo bene e di che cosa, invece, si contrapponga al suo bene. Una identità non sviluppata o addirittura deviata non permette all'uomo di trovare il suo vero "luogo" nel vivere. Il suo io è immaturo e non potrà produrre frutti maturi.
In questo processo essenziale di appropriazione e di scoperta di sé, l'uomo non può farcela da solo. Deve essere aiutato dalla scuola, dalla società.

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