domenica 17 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 8.00
Questo blog porta il nome di Omar Khayyam, grande poeta persiano, che ha espresso, nelle sue rubayyat (quartine), fiducia nella possibilità che l'uomo migliori sempre più e si liberi dalle restrinzioni e limitazioni che ne impediscono l'autentico sviluppo.
Da qualche anno, anche l'ex-presidente dell'Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, parla ripetutamente di un ritorno all'Umanesimo come antidoto alla disumanizzazione che è in atto a causa di una tecnologizzazione sempre più dilagante, che asservisce l'uomo e, come si diceva tempo fa, lo reifica, cioè lo fa diventare "cosa". Un uomo sempre meno uomo, quindi.
Karl Marx, nell'Ottocento, aveva immaginato e teorizzato il concetto di "uomo integrale", ossia di uomo che si realizza quanto più secondo le sue potenzialità.
L'integralità dell'uomo diventa un'assoluta utopia se non si trasforma il classico Umanesimo in un nuovo Umanesimo, vale a dire nel NeoUmanesimo.

vito.cirillo@libero.it
clicca qui per leggere il primo post sul NeoUmanesimo

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