giovedì 7 febbraio 2008, posted by vito.cirillo at 16.46
Si sta verificando un preoccupante fenomeno culturale.
Il laicismo che dovrebbe essere fondato sull'apertura e sulla tolleranza, acquisisce, invece, caratteri di chiusura e intolleranza diventando così pseudolaicismo. Non è solo l'episodio relativo alla rinuncia di Benedetto XVI ad intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico in Sapienza lo scorso 17 gennaio.
E' un certo qualunquismo diffuso che caratterizza certa parte del mondo laico, come se si avesse paura di ascoltare altre voci e di confrontarsi con esse. Il vero laico non deve cadere, per così dire, nel dogmatismo laicistico. Se ciò accade, non si può più parlare di laicismo.

In tal senso e su questi argomenti invito a leggere due post molto interessanti che troverete nel bel blog di Kay Rush cliccando qui ed in quello di Romina pubblicato su Intersezioni che potete leggere cliccando qui. Infine, il rimando all'articolo di Magris segnalato da Roberto Bonuglia e già pubblicato, qualche giorno fa, qui.

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2 Comments:


At 13 febbraio 2008 3.31.00 IRST, Blogger Il Gobb

Chiedo scusa se ti contraddico (male che vada mi sarò fatto un "nemico" in più: spero di no, intervengo solo per amor di correttezza ^_____^), ma cosa c'entra il laicismo con il tuo discorso?
Mi sembra ci sia un fraintendimento.
Il laicismo è la dottrina sociopolitica che propugna la totale separazione tra stato e chiesa, cioé l'assenza di interferenze religiose dirette nell'ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato.

Non vedo cosa c'entri questo con "apertura" e "tolleranza", che al massimo potrebbero essere conseguenze di una impostazione simile, se mai venisse applicata.
Qui in Italia ciò non è: giusto per fare un esempio banale e recente, stiamo affrontando un tentativo della CEI di modificare, sulla media distanza, la legge 194 sull'aborto. E allora? Perché si dovrebbe "tollerare" una tale interferenza?
Perché mai si dovrebbero tollerare documentate e pubbliche pressioni sul parlamento per "dimenticare" i PACS?

Qui non parliam odi rispetto dell'opinione altrui, qui parliamo di separare le competenze una volta per tutte.

Mi scuso se sono stato polemico ^___^

 

At 13 febbraio 2008 12.42.00 IRST, Blogger vito.cirillo

Ciao, "Gobb",

prima di tutto grazie per il tuo commento. Non devi affatto scusarti e non c'è pericolo, qui di farsi nemici...piuttosto ti ringrazio dell'occasione che mi dai per essere più preciso.

Sono convinto, come scrisse Magris qualche giorno fa su Il Corriere, che "Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico" e soprattutto che "Laicità significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacità di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili".

Quuello che ho definito pseudolaicismo è una distorsione del laicismo nostrano: è giusto tenere separati stato e chiesa, ma non credo sia da "laico" fare dei picchetti e/o dei blocchi per impedire al pontefice di parlare (dopo essere stato invitato!!!) in Sapienza. In altre parole, il laicismo ed il laico, deve dare il buon esempio e permettere, stimolare, ricercare, il dialogo.

Se ciò viene impedito, si scende sul piano dell'intolleranza negando, in sè l'essenza del laicismo.

Tu che ne dici?

Un caro saluto.

 


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