giovedì 31 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 12.15
Recentemente è uscita la prima biografia autorizzata del capo incontrastato e assoluto della Corea del Nord, Kim Jong-il.
Sono 428 pagine che ripercorrono la vita dell'adorato dittatore coreano. Fin dalle elementari, egli comprese la dialettica del pensiero di Karl Marx. Crescendo, fece sua la dottrina marxista e cercò di attuarne i principi rivoluzionari. Kim Jong-il è nato, il 16 febbraio 1942, in Siberia dove suo padre, Kim il-Sung (che fondò la Corea del Nord comunista), comandava un battaglione coreano dell'esercito sovietico in missione antigiapponese. Kim Jong-il succedette al padre nel 1994.

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mercoledì 30 maggio 2007, posted by roberto.bonuglia at 18.16
Come sta? Come viene trattato in carcere?
Sto bene, vengo trattato bene a Camp Cropper, ma quando mi portano all’Alto tribunale per l’Iraq le celle della Corte sono semplicemente un incubo. Qua, la cosa che mi manca di più è la mia famiglia. Le proprietà materiali vanno e vengono, ma la famiglia, i miei figli, i miei nipoti, sono persone di cui non posso fare a meno. Spero solo che stiano tutti bene.
Quali sentimenti ha provato quando hanno giustiziato Saddam Hussein?
Ho visto l’impiccagione alla televisione, me l’hanno fatta vedere i militari americani. Quel giorno, insieme al rais, è morto anche l’Iraq. Saddam Hussein è stato e rimarrà per sempre il mio presidente e il padre dell’Iraq.
Alla luce del dramma in cui è precipitato l’Iraq, crede che nel 2002 lei e Saddam Hussein avreste potuto fare di più per fermare gli americani?
Sapevamo perfettamente che in termini militari c’era poco da fare. Ci avevano offerto di andare in esilio e, se nel 2003 avessimo accettato di lasciare l’Iraq, avremmo salvato le nostre vite, ma né il mio presidente né qualsiasi altro membro del governo ha preso in considerazione l’offerta. Sarebbe stata la disfatta e tutti sapevamo che la morte di Saddam significava la morte della nazione irachena.
Nel passato è stato accusato di aver gettato gli iracheni nella povertà e di averli più volte abbandonati, durante i suoi viaggi in Europa. Cosa risponde a queste accuse?
Tutta spazzatura. Ho fatto tutto quello che ho potuto per il mio presidente e per il mio Paese. Quando andavo alle Nazioni Unite raramente rimanevo a dormire a New York e la maggior parte delle volte tornavo di corsa a Baghdad. Il mio Paese, la mia casa è l’Iraq. Non sono mai stato da un’altra parte per più di un giorno se non per motivi logistici.
È vero che negli Anni Novanta lei avrebbe voluto rassegnare le sue dimissioni e discostarsi dal regime ma Saddam glielo ha impedito?
Mio figlio Ziyad era stato arrestato in seguito ad accuse che io non consideravo corrette, ma ho lasciato che la giustizia facesse il suo corso. È stato in galera tre volte e io non ho mai mosso un dito per tirarlo fuori. Lo stesso ha fatto Taha Ramadan (il vice presidente iracheno giustiziato il 20 marzo 2007) con il genero. Non ho mai nemmeno pensato di poter lasciare la mia posizione a fianco del presidente.
Della sua lunga carriera, cosa rimpiange e cosa, invece, rivendica?
A livello personale avrei voluto passare più tempo con la mia famiglia, ma i miei doveri mi portavano spesso lontano da loro. Per il resto, io ho sempre servito fedelmente il mio Paese e lo farei ancora, senza alcuna incertezza.
Lei riconosce alcuni dei crimini addebitati a Saddam? Cosa dovrebbero fare gli americani con lei e con gli altri rappresentanti del regime baathista che hanno catturato?
Posso parlare della mia posizione ma non di quella dei miei colleghi. Io sono stato ministro degli Esteri e vice primo ministro, non ho mai preso parte a faccende di politica interna, perché il mio compito era quello di informare Saddam Hussein di ciò che succedeva fuori dall’Iraq. Non ho mai partecipato a una riunione del Consiglio rivoluzionario in cui si discuteva di affari interni. Non ho nessuna colpa, perchè ho servito il mio Paese nei limiti del mio mandato e delle mie capacità.
E la campagna di Anfal contro i curdi? Cosa è successo nel nord dell’Iraq tra il 1987 e il 1989?
Non ne ho idea. Io ero consigliere di Saddam Hussein solo sulle questioni di politica estera e lui non mi ha mai coinvolto in questioni interne, nè ha chiesto la mia opinione in merito. So comunque che il mio avvocato ha in mano documenti che dimostrano chiaramente come il mio presidente non abbia ordinato un attacco con armi chimiche ad Anfal, prove che non sono state portate in tribunale solo perchè Saddam Hussein è stato giustiziato prima che il suo processo fosse terminato. Ma la verità verrà fuori.
L’attuale governo iracheno, secondo lei, è legittimo?
De facto è quello il governo che comanda in Iraq ed è irrilevante se sia legittimo o no. Loro hanno il potere e il popolo iracheno deve affrontare la situazione reale, non questioni ideali o di legittimità.
C’è qualcuno, dentro o fuori dall’Iraq, che potrebbe individuare una soluzione alla crisi del suo Paese?
Tutti i cittadini iracheni sono tenuti a sforzarsi al massimo per ottenere una riconciliazione e una mediazione tra posizioni diverse. E per vivere in armonia gli uni con gli altri. Saddam c’era riuscito. Adesso la sfida non è in mano ai pezzi grossi che sono al potere, ma ai cittadini iracheni che devono trovare un modo di unire i loro cuori e ricreare un Iraq unito nel miglior modo possibile. E la sola via per trovare la pace della mente e dello spirito.
Lei pensa di poter avere ancora un ruolo in Iraq?
Io, come tutti gli altri che sono in carcere qui con me, spero e prego tutti i giorni per un Iraq unito e per la restituzione del Paese ai suoi cittadini. Ormai sono vecchio e il mio corpo è debole, ma per servire il mio Paese attingerei ad ogni energia residua, se solo servisse a ricreare il vero Iraq.
Teme che il verdetto del suo processo sia stato già scritto? Qualcuno, tra le grandi personalità internazionali, potrebbe intercedere in suo favore?
Non ci sono accuse contro di me se non quella che avrei ritirato i passaporti a cittadini curdi, cosa che francamente è assurda visto che ero ministro degli Esteri e la questione dei passaporti non rientrava nelle mie competenze. Quello che farò sarà sedermi e aspettare che venga fatta giustizia, finchè le mie forze me lo permetteranno. Ho chiesto a molti di aiutarmi, non sulla base della nostra amicizia ma in nome della giustizia. Ho fiducia nei miei avvocati Di Stefano, Ghazzawi, Badie. Sono loro che rischiano la loro vita per venirmi a trovare.
Lei sembra non avere più amici. Eppure negli Anni Novanta erano in molti a intrattenere con lei rapporti cordiali. Si è sentito tradito?
Il tradimento è un fatto che attiene alle relazioni personali. Io ero ministro e vice premier e non sono stato tradito da nessuno, nè in Occidente né in Russia. Le cose sono andate come dovevano andare e io credo ancora in Dio e nella giustizia, senza amarezze. Adesso sono vecchio e malato, ma Dio mi ha dato lo stesso la forza per sopravvivere in questi ultimi quattro anni. Non mi sento arrabbiato o offeso da nessuno. I miei avvocati vengono a trovarmi a Baghdad rischiando molto, come posso sentirmi amareggiato se c’è chi spende tutto il suo impegno per aiutarmi?

Intervista a Tariq Aziz, [Sono un innocente servitore] a cura di Cecilia Tosi, in Left del 18 maggio 2007, pp. 46-48.

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, posted by vito.cirillo at 11.23
La via della pace è la via della verità. La scelta della verità è anche più importante della scelta della pace. Invero, la menzogna è la madre della violenza. Un uomo sincero non può restare a lungo violento. Egli capirà, nel corso della sua ricerca, di non avere bisogno di essere violento e scoprirà, inoltre, che fin tanto che resterà la benchè minima traccia di violenza in lui non potrà trovare la verità che sta cercando.

Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre bene, è bene temporaneo, mentre il male che fa è permanente.

Il potere esercitato giustamente deve essere leggero come un fiore: nessuno deve sentirne il peso.

La scienza della guerra conduce alla dittatura pura e semplice. La scienza della nonviolenza può condurre soltanto alla pura democrazia.

L'immagine del post è un opera di W. Horvath, dal titolo Garden of peace (Hannah Arendt, Mahatma Gandhi, Bertha von Suttner, Immanuel Kant), 60x80, olio su tela del 2002.

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, posted by vito.cirillo at 11.14
Nell’età nostra, tutto deve costituire un «problema». Il nostro è un tempo di ansietà perché siamo stati noi a volerlo così. L’ansietà non ci viene imposta da una forza che sia al di fuori di noi: siamo noi che nel nostro animo la imponiamo al nostro mondo e agli altri.

La vita spirituale non è vita intellettuale. Non è soltanto pensiero. E non è naturalmente neppure una vita di sensazioni, una vita di sentimento. «Sentire» è sperimentare le cose dello spirito, e le cose di Dio. La vita spirituale non esclude neppure pensiero e sentimento. Ha bisogno di entrambi. Non è propriamente una vita concentrata alla «sommità» dell’anima, una vita dalla quale siano esclusi mente, immagininazione e corpo. Se così fosse poca gente potrebbe viverla.

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, posted by roberto.bonuglia at 10.57
E’ giusto affermare che l’uomo è capace di azione e di meditazione e non dovrebbe essere più il caso di dirlo, così come nessun medico, finora, ha reputato necessario dover esplicitare che l’uomo è capace sia di inspirare che di espirare. L’una cosa segue l’altra secondo il ritmo e la bipolarità della vita.
Negli ultimi decenni, abbiamo visto a cosa ha portato il disprezzo della contemplazione a favore dell’attivismo: all’adorazione della vuota dinamica, addirittura all’esaltazione della vita pericolosa, in breve ad Adolf e a Benito. Questa canzone, seppur cantata da una bella voce, non mi dice proprio nulla.

L’immagine del post è un’opera di Stephen and Sabina Fascione Alcorn dal titolo Herman Hesse, relief-block print (B&W), del 1982, conservata presso The Alcorn Studio & Gallery di New York.

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martedì 29 maggio 2007, posted by roberto.bonuglia at 13.14
Per quanto riguarda i capi politici e anche religiosi, è spesso molto difficile stabilire se costoro hanno fatto più bene che male. Di conseguenza credo sinceramente che indirizzare gli uomini alla cultura di nobili discipline e poi indirettamente elevarli, sia il servizio migliore che si possa rendere all'umanità. Questo metodo trova conferma, in primo luogo, nei cultori delle lettere, della filosofia e delle arti, ma anche dopo di essi negli scienziati. Non sono, è vero, i risultati delle loro ricerche elevano e arricchiscono moralmente gli uomini, ma è il loro sforzo per capire, il loro lavoro intellettuale fecondo e capace. Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall'io.

Brano tratto dal libro Come io vedo il mondo di Albert Einstein

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, posted by vito.cirillo at 11.04
Il predecessore di Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, era indubbiamente un personaggio carismatico. La sua personalità aveva una grande influenza sui giovani che amavano la sua spontaneità e la sua vitalità. Ma Wojtyla aveva anche una sua profonda vita spirituale fatta di preghiera e di meditazioni.
Ciò lo portava ad essere uomo di pace e di affratellamento fra gli uomini e i seguaci delle varie religioni. Si avvertiva, inoltre, che il suo pacifismo e il suo antibellicismo erano il prodotto di una profonda convinzione. Molti hanno detto che ha fatto riscoprire ai giovani il senso dell'eternità. Non si dimentichi l'accusa alla tecnologia senza limiti, che può rappresentare un grave pericolo per l'umanità.
Una novità fu poi costituita dal mettere in mostra la sofferenza del suo corpo la cui integrità era stata fortemente intaccata dall'attentato compiuto da Alì Agca, al quale, con grande magnanimità Wojtyla seppe perdonare fino al punto di andarlo a trovare in carcere. Infine, ci si ricordi delle forti parole di condanna della mafia pronunciate in terra di Sicilia: "Convertitevi! Anche per voi verrò il giudizio di Dio".

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lunedì 28 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 17.24
In Germania, nel 1975, fu avviata la pubblicazione delle opere complete di Karl Marx. Tale pubblicazione è tuttora in atto, dopo essere stata interrotta nel 1989.
E' un vero e proprio tesoro che non è del tutto conosciuto. Ci sono i manoscritti preliminari dell'opera più famosa, Il Capitale, l'epistolario, i numerosissimi quaderni di appunti scritti in ben otto lingue.
E' una edizione storico-critica da cui potrebbero emergere delle interessanti novità riguardanti, ad esempio, l'umanesimo marxiano, le analisi sulla democrazia, l'approccio con la religione. Si spera, così, di ovviare anche all'impoverimento teorico che ha caratterizzato la divulgazione del pensiero marxiano.
Inoltre, si spera di avere più elementi per analizzare più ampiamente un concetto, presente nelle opere giovanili: quello dell'uomo integrale, ancora poco conosciuto e perciò poco divulgato.

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domenica 27 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.30

Compiendo cose giuste, diventiamo giusti; compiendo cose moderate, diventiamo moderati; facendo cose coraggiose, diventiamo coraggiosi.

Aristotele, filosofo greco, (384-322, a.C.)

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sabato 26 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.27

Per chi aspira al primo posto, non è indecoroso fermarsi al secondo o al terzo.

Cicerone, Scrittore e politico romano, 106-43 a.C.
Nell'immagine del post, un giovane e magro Cicerone

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venerdì 25 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 19.57

Il Profeta disse:

Un musulmano è colui che non offende nè con la lingua nè con la mano nessun musulmano; un fuggiasco è colui che fugge ciò che Dio ha vietato.

Nessuno di voi sarà un vero credente finchè non desidererà per gli altri ciò che desidera per se stesso.

Se la devozione di due musulmani è rivolta alle loro spade, tutt'e due sia l'uccisore sia l'ucciso, finiscono all'inferno. Qualcuno osservò: O Messaggero di Dio, questo è giusto per l'uccisore, ma per l'ucciso? Il profeta rispose: Anch'egli, in realtà, cercava di uccidere l'avversario.

Uno che riconcilia gli uomini dando qualcosa di buono o dicendo qualcosa di buono, non è certo un uomo falso.

L'ingiustizia sarà oscurità nel giorno della risurrezione.

Chi recide i legami familiari, non entrerà in paradiso.

evitate due peccati mortali: l'idolatria e la stregoneria.

Dove si mangia in due, si può mangiare anche in tre; dove si mangia in tre, si può mangiare anche in quattro.

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giovedì 24 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.08

Tutti gli uomini che aspirano a distinguersi dagli altri esseri viventi, devono sforzarsi con ogni mezzo di non vivere nell'oscurità come i bruti, che la natura chinò a terra e fece schiavi del ventre.

Da La congiura di Catilina, di Sallustio, storico latino, 86-35 a.C.

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mercoledì 23 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.13

Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e, davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti; e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.

Da Favole, di Fedro, favolista latino, V secolo a.C.

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martedì 22 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.19

Facile e agevole è scegliere il male, una via piana a noi molto vicina, ma gli dei hanno posto il sudore davanti alla virtù; lunga e difficile è infatti la strada e, al principio, aspra, ma quando si giunge alla vetta, diventa agevole ciò che prima era difficile.

Da Le opere e i giorni di Esiodo, poeta greco, VIII-VII secolo, a.C.

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lunedì 21 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.23

Se ti accade al mattino di svegliarti pigro e indolente, tieni presente questo pensiero: "Mi alzo per riprendere la mia opera di uomo".

Marco Aurelio, (imperatore romano, 121-180 d.C.).

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domenica 20 maggio 2007, posted by roberto.bonuglia at 21.06
Può succedere che in un Paese nato 60 anni fa e da allora governato da un’élite politica molto lontana dal popolo le cose cambino. E che cambino rapidamente in peggio.
Ciò sta accadendo in Pakistan dove, il 9 marzo scorso, il governo guidato da ormai otto anni da Pervez Musharraf ha sospeso il capo della Corte suprema Iftikhar Chowdhry reo - secondo la difesa - di non essersi dimesso al momento del colpo di Stato ed accusato – dal governo – di «corruzione» e «abuso di potere».
Nei mesi scorsi è successo che, nella «terra dei puri», il giudice Chowdhry non abbia rinunciato a lottare in nome dell’indipendenza della magistratura dall’esecutivo e che la nascita di un vero e proprio movimento sociale di opposizione assolutamente laico, abbia contribuito in modo considerevole ad esasperare una frattura politico-religiosa preesistente in Pakistan.
Come ricorda Syed Saleem Shahzad nelle pagine dell’Asia Times, infatti, dalla parte di Musharraf si sono schierati la Lega musulmana pakistana e gli alleati di governo del Movimento Muttehida Qaumi [Mqm] che, oltre a fare riferimento all’etnia urdu, difendono da sempre i diritti dei musulmani immigrati in Pakistan dopo l’indipendenza del 1947. Contro il Presidente si sono invece riuniti i militanti pashtun del Partito Nazionale Awami [Anp] e quelli del Partito del Popolo Pakistano [Ppp] guidato dall’ex-premier Benazir Bhutto.
Le proteste popolari contro la decisione di Musharraf di sospendere Chowdhry, nate – come ricorda Tariq Ali in Pakistan, la toga contro il generale sulle colonne del numero odierno de Il Manifesto – come una «difesa dell’indipendenza (per quanto nominale) del potere giudiziario da quello esecutivo» e originando una lotta «splendidamente anacronistica» che non riguardava «il denaro né la religione, ma i principi» si sono perciò trasformate nell’esatto contrario ed il governo ha subito potuto accusare Chowdhry di aver politicizzato una disputa che era inizialmente solo giuridica.
Il Pakistan, in questo modo, aggiunge non solo un altro motivo di divisione interna ma si incammina su una strada molto pericolosa che potrebbe avere delle conseguenze negative per l’intera regione mediorientale spostandone sensibilmente gli equilibri in favore degli integralisti islamici. Afghanistan e Pakistan in politica estera sono già da tempo ai ferri corti. Va poi ricordato quanto il paese - che era stato retto già in passato da regimi militari come quello di Ayub Khan [dal 1958 al 1969] e quello di Zia-ul-Haq [dal 1977 al 1989] - abbia visto crescere rapidamente la sua importanza strategica nella zona dopo l’11 settembre 2001. Come ricorda lo stesso Tariq Ali infatti, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, il presidente pakistano Musharraf si è «trasformato in un attore chiave nella regione […] il denaro ha cominciato a scorrere a fiumi, le sanzioni sul nucleare sono state rimosse, l’Unione europea ha firmato accordi commerciali del valore di miliardi di euro e concesso tariffe vantaggiose per le esportazioni tessili dal Pakistan».
Ma non solo il ruolo geopolitico è cambiato, anche al suo interno la «terra dei puri» si è modificata: come ricorda Syed Saleem Shahzad, infatti, ancora oggi «lo Stato parla di modernità ma usa il proprio potere coercitivo per tenere il paese fermo in una condizione da medioevo». In un siffatto stato di cose è stato facile per i leader religiosi che volevano imporre la Sharia nel Paese trovare proseliti e ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante: le madrase negli ultimi cinque anni si sono moltiplicate. Stimate in 13.500 dalle autorità, secondo alcuni, in realtà potrebbero essere circa 20.000 e contare al loro interno più di 2.000.000 di studenti.
Anche per questo in Pakistan sono tornati di moda temi e divieti che l’Afghanistan dei Talebani aveva già portato all’attenzione dell’Occidente: come ben sottolinea Alessia Virdis in Talebani a Islamabad nelle pagine di Left del 18 maggio, infatti, «i gruppi vicini ai Taliban hanno iniziato a minacciare commercianti di CD, DVD e VHS. Molti negozi sono stati distrutti nella provincia della frontiera nordoccidentale e ai barbieri è stato intimato di non radere la barba ai clienti. Nell’area tribale di Bajaur, gruppi di estremisti hanno iniziato a perquisire i veicoli, distruggendo autoradio e telefonini con fotocamera».
In questo clima molti cristiani del Pakistan stanno raccogliendosi nelle frontiere del paese pronti ad abbandonare uno Stato nel quale si sta discutendo in Parlamento sull’eventualità di introdurre la condanna a morte per gli uomini e le donne che abbandonano l’Islam.
A questo punto, ci si chiede quale scenario potrebbe aprire la fine del regime di Musharraf: il trionfo del fondamentalismo islamico o quella che il leader dell’opposizione Bhutto chiama la talibanizzazione del Pakistan. Come si legge in un rapporto del centro studi indipendente di Chicago Power & Interest News Report anche Washington è preoccupata e sta cercando soluzioni adatte a risolvere la crisi. Dalle colonne del The Guardian, ad esempio, in un articolo di Simon Tisdall si riportano alcune indicazioni contenute nel citato rapporto: «Rimpiazzare Musharraf con un altro uomo forte capace di servire gli interessi statunitensi è una possibilità, ma non è detto che sia una soluzione praticabile, vista la mancanza di leader adatti».
Non è detto nemmeno che questa impostazione [essenzialmente geopolitica] sia la più giusta per risolvere i problemi del Pakistan.

[L'immagine del post è opera di Marina Barbiero: Pakistan, 40x58, tempera su cartoncino, 2004]

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sabato 19 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 19.32
La sharia (la legge coranica) è stata rilanciata dagli islamici, in Pakistan. Si vuole condurre una guerra all'immoralità, come fecero i talebani, in Afghanistan, dal 1996 al 2001 e come tuttora hanno intenzione di fare qualora riconquistassero il potere. La sharia, dal 6 aprile, è divenuta legge in tutto il Paese.
A controllare se essa viene rispettata saranno gli studenti delle madrasse (le scuole coraniche, da cui sono venuti fuori anche i talebani).
Una proprietaria di una casa a luci rosse, ad esempio, ha dovuto indossare un burqua e ha dovuto pentirsi pubblicamente per avere svolto un'attività immorale. A suon di manganellate, inoltre, è stata imposta la chiusura a negozi in cui si vendevano CD e DVD.
Le scuole coraniche, quindi, hanno sempre più un ruolo fondamentale ed ostacolano qualsiasi tentativo di cambiamento del Pakistan nel senso della laicità e della modernizzazione.

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, posted by vito.cirillo at 19.23
Come si sa il titolare della politica estera dell'amministrazione Bush è Condoleeza Rice che ha compiuto numerosi viaggi in Medio Oriente per cercare di dipanare l'intricata situazione ivi esistente. Di recente, però, un'altra donna, Nancy Pelosi, portavoce democratica della Camera statunitense, ha ritenuto opportuno recarsi in Medio Oriente per rendersi conto della reale situazione. Per avere un quadro più preciso non ha esitato a recarsi anche in Siria per incontrare il Presidente Assad.
Il Presidente Bush non ha assolutamente gradito la visita a Damasco della Pelosi, sostenendo che essa va in senso contrario alla politica ufficiale degli Stati Uniti. Perfino i due più importanti quotidiani americani si sono contrapposti nel giudicare questo viaggio: il New York Times si è espresso favorevolmente; il Washington Post si è mostrato contrario. L'ex-Presidente Jimmy Carter, abile negoziatore (forse un troppo sottovalutato) ha detto: "Ha fatto bene a incontrare Assad".
La Rice, come risposta alla mossa della Pelosi, ha fatto sapere che forse vedrà il Ministro degli Esteri iraniano, Mottaki, a Istanbul.

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, posted by vito.cirillo at 19.16

Il filosofo Hsun-Tzu, al contrario di Confucio, sosteneva che la natura umana è fondamentalmente cattiva. Hsun-Tzu nacque nel 3000 a.C e morì nel 237 a.C.
Egli affermava che, per migliorare la natura umana [cattiva] fossero necessari l'istruzione e certi rituali dello Stato che avevano lo scopo di migliorare i sudditi. Si è nell'ambito, quindi, della creazione di un giusto e positivo rapporto politico fra autorità e popolo.

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venerdì 18 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 19.47

Il Profeta disse:

Ogni musulmano ha il dovere di cercare la conoscenza

Chiunque vada alla ricerca della conoscenza, si trova sulla via di Dio fino al suo ritorno

Esistono atti di carità che dobbiamo compiere ogni giorno in cui sorge il sole. Giudicare questa mente tra due contendenti è carità. Aiutare qualcuno a montare su un animale o a sistemargli la soma è carità. Una parola buona è carità. Ogni passo sulla via della preghiera è carità. Rimuovere dalla strada ciò che è pericoloso è carità

La parola della saggezza è come l'animale smarrito; il credente ha il diritto di prenderla ovunque la trovi

Il miglior cibo è quello che si guadagna con il lavoro delle proprie mani. In effetti, Davide, il profeta di Dio, la pace sia con lui, si manteneva con il lavoro delle proprie mani.

Chiunque crede in Dio e nel giorno del giudizio non deve maltrattare i vicini. Chiunque crede in Dio e nel giorno del giudizio deve trattare generosamente gli ospiti. Chiunque crede in Dio e nel giorno del Giudizio deve parlare di argomenti positivi o rimanere in silenzio

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giovedì 17 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 19.35
Consideriamo come verità sacre e innegabili che tutti gli uomini sono creati uguali e indipendenti, che da questa uguaglianza nella creazione gli uomini derivano diritti inerenti e inalienabili, tra i quali la conservazione della propria vita, la libertà e il diritto alla felicità.

Brano tratto dal brogliaccio originale della Dichiarazione americana d'indipendenza di Thomas Jefferson (politico statunitense, 1743-1826).

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mercoledì 16 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.37

La gloria si deve acquistarla, l'onore invece basta non perderlo.

Arturo Schopenhauer, filosofo tedesco,
(Danzica, 22 febbraio 1788 - Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860.

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martedì 15 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 09.06
Oggi, alle ore 12:00, presso la Sala dell’Arazzo in Campidoglio,

l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma
Silvio Di Francia
presenterà la
Settimana della Storia

Dal 21 al 27 maggio all’Ara Pacis, una diversa e più moderna rilettura della Storia,
grazie alla prima edizione di questo importante evento, dedicato
interamente al Novecento italiano, che proporrà film, momenti di aggregazione, dibattiti e mostre

Nel corso della Conferenza Stampa
Interverranno tra gli altri:

l’Assessore alla Cultura della Provincia di Roma Vincenzo Vita
i curatori dell’evento Francesco Marcolini, Luca Giansanti e Roberto Bonuglia
Il Direttore de L’Europeo Daniele Protti

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lunedì 14 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 11.35
Dal 21 al 27 maggio all’Ara Pacis una diversa e più moderna rilettura della Storia, grazie alla prima edizione di questo importante evento, dedicato interamente al Novecento italiano, che proporrà film, momenti di aggregazione, dibattiti e mostre e che offrirà al grande pubblico iniziative numerose ed animate da nomi di prim’ordine del mondo universitario, culturale e giornalistico.

Ospitata nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis la Settimana della Storia sarà inaugurata il 21 maggio 2007. Fino al 27 maggio, perciò, Roma si trasformerà in teatro di incontri, eventi, proiezioni di film e documentari: 7 giorni durante i quali la Storia diventerà fruibile per tutti, uscendo dagli ambienti accademici per entrare a far parte del patrimonio della città. Si tratta di un’iniziativa davvero importante, promossa dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Provincia di Roma, in collaborazione con Rai Educational e l’Europeo, prodotta dall’Associazione “Il Tempo e la Storia”.
La Settimana della Storia, sarà articolata secondo un programma ricco sia per gli spunti che La “Settimana” si apre con una tavola rotonda sul tema “Le fortune della storia”, che analizza e cerca di spiegare la “riscoperta” della Storia da parte del grande pubblico.

• “L’Italia s’è desta. L’avventura di un paese in cerca di identità (1917-1994)” è un ciclo di otto incontri, preceduti ciascuno da un documentario e ai quali interverranno storici italiani ed internazionali, incentrati sui momenti di “svolta” che hanno segnato la storia d’Italia nel Novecento.

• La “Settimana” propone anche una Rassegna espositiva su un tema di grande attualità: “Chiedere il voto. Propaganda e comunicazione politica nell’Italia contemporanea”, una mostra che analizza e riproduce 60 anni di mezzi di comunicazione utilizzati nelle competizioni elettorali italiane dal 1946 al 2006. Manifesti, volantini, spot radio televisivi, tutto articolato attraverso sezioni cronologiche e tematiche. La mostra sarà completata da due incontri sulla comunicazione politica.

• La Rassegna audiovisiva “Una fiction chiamata Italia” presenterà suggestive immagini dei momenti “cruciali” del Novecento italiano grazie a filmati, telegiornali, interviste, il tutto correlato agli argomenti affrontati nel corso delle conferenze in programma.

• Ogni sera, alle 21.30 l’Auditorium dell’Ara Pacis si animerà di scrittori, registi, giornalisti attorno al “Caffè della Storia”, una sorta di salotto dove ognuno “racconterà” la Storia secondo le proprie attitudini e la propria esperienza professionale o di vita.

La Settimana della Storia potrà essere “seguita” nella sua eterogenea programmazione anche grazie al sito internet www.settimanadellastoria.it, una vetrina aggiornata che permetterà a tutti gli appassionati di confrontarsi, proporre dibattiti e prenotarsi ai vari appuntamenti. Un ulteriore strumento per vivere al meglio le tante iniziative di questa “maratona” è offerto anche dal mensile L’Europeo in uscita a maggio, interamente dedicato all’iniziativa ed arricchito con interviste ed approfondimenti.

Dunque un appuntamento importante che pone la prima pietra per un modo nuovo di leggere la Storia, un modo che coinvolge e responsabilizza in un processo di crescita sociale. Una settimana nella quale forse, finalmente, “La storia farà diventare grandi”.

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, posted by vito.cirillo at 11.03
Uno dei poeti moderni più conosciuti e amati anche in Occidente è certamente il poeta turco Nazim Hikmet. Nato nel 1902, Hikmet morì nel 1963. Con lui la poesia turca ha raggiunto livelli di assoluta grandezza e universalità.
Profondamente imbevuto di ideologia socialista, Hikmet affrontò temi di carattere politico in senso rivoluzionario. Costretto all'esilio seppe dar vita a componimenti pieni di nostalgia per la sua terra dalla quale si era allontanato forzatamente.
Di notevole sensibilità e profondità sono anche le tante poesie sull'amore e sulla vita in genere.

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, posted by vito.cirillo at 10.48
Di che amore ama dunque l'eternità
nella cella remota,
insensibile al mondo,
invisibile ad occhio di creatura?

Sono i primi versi della poesia L'impensabile del poeta persiano Mohammad Attar, vissuto nel XII secolo. Egli fu uno dei massimi poeti religiosi persiani, fino a toccare punte di vero e proprio misticismo. Purtroppo, molti scritti, attribuiti ad Attar, sono apocrifi.
Di sicura attribuzione sono un canzoniere e un'antologia che celebra la vita di santi e mistici musulmani (anche l'Islam ha una ricca agiografia di credenti particolarmente distintisi per una vita santa e giusta). Sembra che Attar sia morto all'inizio del XIII secolo.

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domenica 13 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 23.52
Il premio Nobel (vinto nel 1986), Elie Wiesel, ebreo, ha di recente subito un agguato a San Francisco. Nell'ascensore di un grande albergo, un uomo lo ha aggredito.
Wiesel, che ha 80 anni, ha reagito, sventando il tentativo di sequestro.
Tale fallito sequestro è stato rivendicato da un sito web negazionista. Si voleva sequestrare Wiesel (che è stato internato ad Aushwitz e che ha scritto molto sulla shoah)affinché dicesse che lo sterminio degli un'invenzione. E' questa la tesi sostenuta da storici negazionisti quali l'inglese David Irving ed il francese Robert Faurisson.

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, posted by vito.cirillo at 23.46
Nel 2006, la Commissione Baker Hamilton (istituita da George W. Bush per verificare qual è la vera situazione irachena e per trovare adeguati rimedi) ha riferito, sui suoi lavori, alla Casa Bianca.
Avrebbe riferito di un grande ed imminente pericolo: in Iraq potrebbe determinarsi una situazione di vero e proprio caos (che, a dire il vero, è già sotto gli occhi di tutti). I dati, in verità, sono impressionanti: quasi quindicimila morti tra il luglio e il novembre del 2006. Secondo la rivista britannica The Lancet, dal 2003 ad oggi, i morti iracheni sarebbero circa 655 mila.
E i morti continuarono ad esserci ogni giorno, in una terribile mattanza che sembra non avere fine.

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, posted by vito.cirillo at 11.56
Un altro episodio si è aggiunto al contenzioso fra Stati Uniti e Iran: il film "300", incentrato sulla battaglia delle Termopili tra Greci e Persiani, in cui emerse la figura di Leonida, nel 480 a.C.
Nella battaglia delle Termopili (una gola nella Grecia centrale), Leonida e 300 spartani resistettero per tre giorni alla schiacciaante superiorità dell'esercito persiano. Per alcuni studiosi sarebbe il primo episodio storico del cosiddetto scontro di civiltà tra Oriente ed Occidente. Dalla battaglia delle Termopili la casa di produzione hollywoodiana Warner ha tratto il film "300", diretto da Frank Miller.
Secondo gli iraniani, il film umilia i Persiani (della cui storia antica tutti gli iraniani sono orgogliosi) e rientra nella "congiura americana" contro l'Iran per vendicarsi delle sconfitte subite, negli ultimi 28 anni, sul piano politico.
Il film è stato vietato nell'Iran, anche se circolano di esso delle VHS clandestine.

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sabato 12 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.54
La carneficina commessa a metà aprile nel campus universitario Virginia Tech dallo studente coreano Cho Seung-Hui, è stata di inaudita ferocia ed ha avuto uno spaventoso bilancio: 32 vittime.
Un odio indomabile per i «ricchi e viziosi» giovani del campus è stata all’origine del criminale atto da parte di un giovane preda di mania distruttiva e autodistruttiva, alimentata dal culto di videogiochi violenti e delle armi.
In questa tragedia, è risaltata la figura di un vero e proprio eroe: il professor Liviu Librescu, avente 76 anni. Di religione ebraica, Librescu riuscì a scampare alla shoah (olocausto), ma ha trovato la morte nel campus. Infatti, si è fatto uccidere per salvare i suoi studenti, facendo scudo col suo corpo ai ragazzi bersagliati dai proiettili di Seung-Hui. Professore di meccanica e Ingegneria, Librescu ha insegnato anche all’Università La Sapienza di Roma.

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venerdì 11 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 12.14
Lo studioso tedesco Ralph Dahrendorf, ha scritto di recente un saggio dedicato al grande umanista Erasmo da Rotterdam. La tesi del libro è la seguente: Erasmo ebbe i suoi veri discepoli solo nel 1900. Karl Popper, Annah Arendt, Isaiah Berlin, Raymond Aron e Norberto Bobbio sarebbero i suoi novecenteschi discepoli.
Lo "spirito liberale" di Erasmo è presente in tutti i pensatori sopra citati. Al fondo del loro pensiero, la "virtù della libertà".

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giovedì 10 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 20.52

Noi più che la morte, temiamo il pensiero della morte.

Da Lettere a Lucilio di Seneca, filosofo latino, 4 a.C.-65 d.C.

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mercoledì 9 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 21.02

Ho parlato a una capra
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d'erba, bagnata
dalla pioggia, belava.
Quell'uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perchè il dolore è eterno,
ha una voce e non varia;
questa voce sentiva
gemere un una capra solitaria.
In una capra dal viso semita
sentivo querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

Da Poesia dell'adolescenza e giovanili, di Umberto Saba, poeta italiano.

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martedì 8 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 21.09

Nello studio la via regia ultima è il pensare da se stessi.

Studiare vuol dire che si giunge a considerare vero ciò che altri hanno pensato. Ma non si conoscono le cose senza avere prima fatto interamente i conti con quello che è sbagliato.

Da Detti memorabili di un filosofo di Friedrich Hegel, filosofo tedesco, 1770-1831.

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lunedì 7 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 18.37

Reputiamo persone di buon senso, soltanto quelle che la pensano come noi.

Da Massime di Francois de La Rochefoucald (scrittore francese, 1613-1680)

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domenica 6 maggio 2007, posted by Michele Mennielli at 19.06

"Un quarto di secolo da allora

E siamo arrivati a scoprire

Che Ibn Tammiya è diventato

La testa di una mazza

E che Al-Muwafaq sta ancora separando

Schiavi ribelli

Dal grembo della terra.

La polizia di Damasco ci prende a calci

E la polizia dell’Iraq

E la polizia americana degli arabi

E gli inglesi

E i francesi

E i persiani

E la polizia ottomana

E la polizia dei califfi Fatimidi […]

Le nostre famiglie

Ci prendono a calci,

Le nostre famiglie ingenue, generose,

Le nostre famiglie assassine.

Noi siamo i figli di questa follia.

Possiamo noi essere quel che vogliamo."


Poesia di Saadi Youssef, tratta da Without an Alphabet, Without a Face: Selected Poems of Saadi Youssef, trad. di Khaled Mattawa, St. Paul, Graywolf Press, 2002.

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sabato 5 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 17.54
Nel 1987, il regista americano John Huston girò tale film ispirandosi ad un racconto dei Dublines di James Joyce, scrittore irlandese (anche Huston era di origini irlandesi).
In una villetta dublinese, delle sorelle, che vivono sole, hanno invitato gli amici alla festa di mezzanotte. Si scherza, si balla, si discute (cattolici contro protestanti, repubblicani contro monarchici). Nel sentire una canzone, la protagonista (Angelica Huston, figlia del regista) ricorda un suo antico amore e si intristisce. Suo marito, poi, guarda con insistenza il cimitero che è di fronte alla casa. Si fa festa in onore della vita, ma la morte è sempre incombente.

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venerdì 4 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 18.42
La fede spetta a Dio, il Signore dei mondi, il misericordioso, il compassionevole, il padrone del Giorno del Giudizio. Te noi serviamo e te noi invochiamo in aiuto. Guidaci per il retto sentiero, il sentiero di coloro che tu hai favorito, contro i quali tu non sei adirato. [Sura 1 del Corano]

Dì: cerco rifugio presso il Signore degli uomini, il Re degli uomini, il Dio degli uomini, contro la malvagità del bisbigliatore che si ritrae, che insinua il male nei cuori degli uomini, contro i ginn e contro gli uomini. [Sura 114 del Corano]

Che pensi di colui che tratta di menzogna il Giorno del Giudizio? Costui è quegli che respinge da l'orfano, e non incita altri a nutrire il povero. Guai ai preganti i quali sono negligenti nel fare la preghiera; che fanno gli ipocriti, e negano l'elemosina ai bisognosi. [Sura 107 del Corano]

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giovedì 3 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 18.07

Fino a quando siamo in vita, bisogna sforzarsi di fare il futuro migliore del passato; giunti alla fine, rallegrarci moderatamente.

L'amicizia percorre la terra, annunciando a tutti noi di svegliarci per comunicarci la gioia l'un l'altro.

Non bisogna forzare la natura, ma persuaderla, e la persuaderemo soddisfando i desideri necessari, quelli naturali, se non recano danno, contestando aspramente quelli che recano danno.

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mercoledì 2 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 18.17

Ci sono sempre boss sulla nostra strada.
Allora a me piacque di saperti desiderosa e povera.
I poveri sai si fanno amare.
Ti mando una foto: ero fuori del mio paese,
a Trento, e preferivo gli ultimi piani.

Poesia di Rocco Scotellaro, poeta lucano.

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martedì 1 maggio 2007, posted by vito.cirillo at 10.13
La vita è lunga se è piena
Pensiero di Seneca, scrittore latino

La vita è breve, l'arte vasta, l'occasione istantanea, l'esperimento malcerto, il giudizio difficile.
Pensiero di Ippocrate, medico greco

Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere
Pensiero di Teofrasto, filosofo e scienziato greco

Gli stolti desiderano essere longevi e non godono della loro longevità
Pensiero di Democrito, filosofo greco

L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perchè vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.
Pensiero di Cesare Pavese, scrittore italiano.

L'immagine del post è Il genio della Vita, olio su tela, cm 58x95. La tela è di un pittore forlivese della prima metà del XVIII secolo operante nella bottega di Felice Cignani.

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